di Flavio De Marco
Non ci sono dubbi: la vicenda Scavone che, oggi, possiamo analizzare a mente fredda, rappresenta un caso inedito e, di fatto, un precedente per episodi di questo tipo. E’ logico che si scongiura sempre un avvenimento così spiacevole, intriso di paura e che richiede prontezza di riflessi e sangue freddo, da parte dello staff sanitario in primis. L’unione sportiva Lecce e le sue componenti più vicine a questa problematica, hanno dimostrato come si può fare in questi casi.
Quest’oggi, accompagnati dal Presidente Saverio Sticchi Damiani, hanno incontrato la stampa il dottore Peppino Palaia, il medico sociale Giuseppe Congedo, il masso-fisioterapista Graziano Fiorita, i dottori Maurizio Tiano e Antonio Tondo, ma anche il dottor Maurizio Scardia, direttore del 118 e Antonio Zecca della Croce Rossa Italiana.
Secondo quanto affermato dal Presidente Saverio Sticchi Damiani, il rinvio d’ufficio, grazie alla sensibilità degli organismi federali, rappresenta un utile precedente. Ricordiamo che per tanti casi analoghi nei campionati professionistici, le partite non furono sospese.
Per quanto concerne i soccorsi, dal “bacio” del dottore Palaia, come lo ha definito lo stesso responsabile sanitario del Lecce, scherzosamente (ovvero la respirazione bocca a bocca), sino a tutte le manovre utili per la rianimazione senza defibrillatore, la situazione dei soccorsi è stata un orologio impeccabile. Manuel Scavone ha ringraziato tutti i medici, i compagni e gli avversari nonché tutta la “famiglia Lecce” per esserci stati sempre.