La mammografia 3d (tomosintesi) è la nuova frontiera nella diagnosi dei tumori al seno. I migliori centri sono in grado di offrire insieme alla tecnologia all’avanguardia anche delle équipe capaci di saper leggere ogni piccola anomalia nel seno di una donna e di accompagnarla con grande empatia in un percorso diagnostico utile e necessario. Il Senographe Pristina della General Electric healthcare è uno dei macchinari più precisi a livello mondiale: riesce a scoprire, con una elevata accuratezza diagnostica, lesioni tumorali al seno molto piccole con percentuali pari quasi al doppio di quelle offerte dalla tecnologia standard. Le capacità della mammografia in tre dimensioni, combinata a una nuova tecnica chiamata tomosintesi, sono superiori a qualsiasi macchina. Nel Centro di Maria Luisa e Ruggiero Calabrese di Cavallino questo macchinario di ultima generazione si unisce a un’atmosfera unica, simile a quella dei migliori centri benessere, capaci di eliminare le emozioni negative, far rilassare la paziente e cullarla con tante piccole attenzioni.

Siamo entrati con le nostre telecamere nella Mammo Suite Sensation per vedere, passo dopo passo, come si svolge l’esame e poi abbiamo ascoltato anche le pazienti che si sono sottoposte a questa innovativa tecnologia diagnostica. Nella sala d’attesa una rilassante mostra di pop art, con le radiografie che sono diventate grandi quadri colorati e distensivi, accoglie lo sguardo delle pazienti. Profumi, video, colori, materiali particolari ricordano il relax di un centro benessere.

L’ergonomia dell’attrezzatura consente di rilassare i muscoli pettorali, ma anche di ridurre la fastidiosa compressione del seno dal 20 al 60 per cento rispetto ai mammografi tradizionali, migliorando l’acquisizione delle immagini e facilitando il lavoro di tecnici e medici: è il massimo livello della tecnologia esistente in Italia. Il mammografo Pristina permette di “vedere” tutto riducendo la dose di radiazioni rispetto ai mammografi tradizionali. Si tratta di un macchinario capace di sezionare virtualmente in sottilissimi strati la mammella (tomosintesi) per visualizzare nei dettagli l’anatomia.

La prevenzione è fondamentale per tutte le quarantenni e anche prima per chi presenta fattori di rischio specifici e familiarità con il tumore. Dobbiamo ricordare che il carcinoma mammario è la neoplasia più diagnosticata nelle donne. Nel 2017 sono stati scoperti in Italia 51mila nuovi casi, secondo i dati della Fondazione Veronesi. La sopravvivenza nel caso di tumore al seno è in costante aumento grazie alle tecnologie e a Centri dedicati come quello dei dottori Ruggiero e Maria Luisa Calabrese. Prevenzione primaria (cioè vita e alimentazione sana) e prevenzione secondaria (gli screening) possono salvare la vita.

«La Mammo Suite Sesation una sala interamente dedicata alle donne – spiega la dottoressa Maria Luisa Calabrese  – La paziente viene fatta sostare in una piccola area dove viene fatta un’anamnesi, nella privacy più assoluta, per poi entrare nella sala diagnostica, dove comincerà un percorso rilassante e ricco di comfort che il classico centro non più garantire. Su una mammella ci sono sette fette perché non sfugga alcun particolare. Dopo la tomosintesi, che dura tre minuti, si passa all’ecografia in un’altra sala. La terza fase è la valutazione delle immagini con attrezzature all’avanguardia attraverso le quali  andiamo a caccia di microcalcificazioni e altre anomalie».

«Mi ha colpito il calore, la disponibilità, la preparazione e l’accoglienza di tutta l’équipe – spiega ai nostri microfoni la paziente che riprendiamo mentre si sottopone agli esami – La professionalità e l’ambiente fanno la differenza».