di Flavio De Marco

Il Venezia di Walter Zenga parte in modulo offensivo col 4-3-3: in campo Vicario; Bruscagin, Modolo, Fornasier, Garofalo; Segre, Bentivoglio, Pinato; Lombardi, Bocalon, Citro. Liverani schiera Vigorito; Venuti, Lucioni, Meccariello, Calderoni; Petriccione, Tachtsidis, Haye; Mancosu; La Mantia, Palombi. Solito 4-3-1-2 con Haye al posto di Scavone.

Le squadre si studiano, si espongono con cautela ed i moduli offensivi si evolvono in tentativi di affondo. Il primo “acuto” del Lecce arriva da una bella manovra di Tachtsidis e Haye che imbeccano La Mantia: i giallorossi si avvicinano alla porta di Vicario. Bocalon e Lombardi spaventano la retroguardia del Lecce: Vigorito e Lucioni “stoppano” l’azione dei lagunari. Doppia occasione per Mancosu che prima dello scoccare della mezz’ora si insinua nella difesa del Venezia non inquadrando la porta. Qualche distrazione difensiva fa sì che il Lecce si complichi la vita da sé, ma, e a cinque minuti dalla fine della prima frazione che Venuti coglie un palo su un velenoso tiro-cross. Si va al riposo sul risultato di 0-0.

Il Lecce, senza cambi, riparte subito fortissimo: Calderoni coglie un palo, su deviazione di Vicario, con un tiro dal limite. Gol sbagliato, gol subìto. Citro non sbaglia a cogliere un cross basso dalla sinistra, il suo tiro preciso punisce gli ospiti. 1-0. Ma la gioia dei veneti dura qualche secondo: ottima azione del centrocampo leccese, Petriccione con contagiri in area, sponda da serie A di La Mantia su una palla area difficilissima e Palombi sigla il pareggio-lampo. 1-1, il Venezia prende un contraccolpo psicologico davvero notevole. Minuto cinquantotto e Mancosu non riesce a servire adeguatamente Palombi che si stava involando verso il centro dell’area dei padroni di casa. Dentro Tabanelli per Haye (buona prestazione la sua) ed il Lecce ci crede e vuole affondare. Infatti, arriva l’esordio di Tumminello al posto di La Mantia, per il Venezia fuori Lombardi e dentro Vrioni. Sfiora il gol Bocalon sugli sviluppi di un corner. Tabanelli si districa bene palla al piede e conclude alto dal limite dell’area veneta. Zenga opta per Besea al posto di Pinato. In attacco, il Lecce ancora non trova la giusta sintonia con Tumminello. Liverani si gioca la carta Falco per Tachtsidis, tutto per conferire più soluzioni alla fase offensiva e provare a vincerla. A cinque minuti dal termine del match, Vrioni a due passi da Vigorito sbaglia un gol fatto, merito, però, del portiere giallorosso lesto e istintivo a sventare la minaccia. C’è tempo per una girata di testa di Mancosu verso la porta veneziana ed il direttore di gara ordina ben cinque minuti extra time. Finisce 1-1 tra Venezia e Lecce.

Il Lecce voleva i tre punti, ma, considerando la bella prestazione dei lagunari il pareggio non è male. Trentacinque punti ed una gara da recuperare contro l’Ascoli, nel complesso restano invariate le aspettative e le caratteristiche propositive del collettivo giallorosso.