F.Oli. 

NOVOLI/CARMIANO/VEGLIE/LECCE – Denuncia un infortunio in un centro benessere di un noto hotel di Lecce per intascare l’indennizzo dalla Compagnia assicurativa salvo poi scoprire, a indagini concluse, che la donna si era fatta male nel corso di un incidente domestico. E da vittima finire ad essere un’imputata è stato un attimo: M.C.I., 48 anni, di Novoli, è finita sotto processo così come stabilito dal gup Sergio Tosi con l’accusa di tentato fraudolento danneggiamento dei beni assicurati. Dovrà comparire il 4 luglio prossimo davanti al giudice monocratico Stefano Sernia insieme a due sue amiche che si sarebbero rese complici nella ricostruzione dell’incidente una volta sentite dagli investigatori: E.E. e G.R., entrambe 24enni, residenti rispettivamente a Carmiano e Veglie.

L'”incidente” sarebbe avvenuto il 7 aprile del 2016. A mettere in moto l’indagine è stata la denuncia della donna. Ha raccontato di aver riportato gravi lesioni a causa di un infortunio riportato all’interno dell’area wellness collocata in un noto hotel cittadino a causa della scivolosità della pavimentazione a bordo della vasca dove aveva effettuato il percorso rivitalizzante. Per quell’infortunio, aveva raccontato, era stata sottoposta ad un intervento chirurgico presso l’ospedale “Vito Fazzi” in modo da farsi riconoscere dalla Compagnia Allianz (parte civile con l’avvocato Silvio Caroli) il ristoro di danni riportati.

Come accade per richieste risarcitorie è stata avviata un’indagine da parte della Compagnia assicurativa E un fascicolo è stato aperto anche dall’allora pubblico ministero Emilio Arnesano. Nel corso delle indagini sono state acquisite le dichiarazioni della titolare e delle dipendenti del centro benessere che hanno raccontato di come la donna si fosse congratulata per il trattamento riservatole e sono state acquisite le cartelle cliniche della donna ricoverata in ospedale.

Sotto inchiesta e ora sotto processo sono finite anche due amiche di Maria Carmela Ippolito. Entrambe avrebbero sostenuto, in sede di ascolto dalla polizia giudiziaria che la loro amica era scivolata all’interno dell’area wellness a causa della scivolosità della pavimentazione a bordo della vasca doveva aveva effettuato il percorso rivitalizzante sostanzialmente confermando la dinamica ricostruita da Maria Carmela Ippolito. In tal modo, ed è quanto dovrà accertare il processo, avrebbero eluso le indagini della polizia giudiziaria che stava accertando la reale dinamica dell’incidente e la concreta responsabilità di altre persone nel sinistro patito che non si sarebbe mai verificato nel cento benessere. Le imputate sono difese dall’avvocato Alessandra Viterbo.