F.Oli. 

SANNICOLA (Lecce) – Carte false per agevolare un imprenditore nella richiesta di proroga indispensabile per realizzare dieci alloggi residenziali con annessi garage e depositi. Politica&Imprenditoria a braccetto negli affari ma anche nelle aule di Tribunale, stando alle risultanze processuali in cui sul banco degli imputati erano finiti un dipendente comunale e un imprenditore. I giudici della seconda sezione penale (Presidente Pietro Baffa) hanno infatti condannato Luca De Filippo, 57 anni, di Lecce, dipendente del Comune di Sannicola a 3 anni e 6 mesi di reclusione e a 3 anni Crocefisso Mezzi, imprenditore del posto di 70 anni.

La sentenza non si discosta dalle richieste di condanna del pubblico ministero di udienza Giovanni Gallone che aveva invocato 3 anni e 4 mesi e 3 anni e 2 mesi rispettivamente per l’impiegato comunale e l’imprenditore. Entrambi gli imputati rispondevano di falso materiale. Il solo pubblico ufficiale, anche, di abuso d’ufficio. Il dispositivo prevede anche l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni per l’impiegato che, nel novembre del 2016, venne sospeso dall’attività lavorativa per un anno così come stabilì il gip Giovanni Gallo.

Ad avviare l’indagine, coordinata dall’allora pubblico ministero Giovanni Gagliotta, era stata una denuncia dell’attuale sindaco Cosimo Piccione che sosteneva come l’imprenditore Mezzi (attivo nel settore dell’edilizia) avesse presentato falsa documentazione per ottenere una proroga del permesso di costruire numerosi appartamenti, permesso i cui termini erano già scaduti. Gli ufficiali della squadra contro i reati della Pubblica amministrazione della sezione di pg della polizia hanno così sviluppato le indagini. Gli investigatori, diretti dal vice questore aggiunto Antonio De Carlo, hanno acquisito l’intero carteggio relativo alla pratica finita sotto la lente d’ingrandimento. Ed hanno così scoperto il presunto illecito. La richiesta di proroga presentata dall’imprenditore risultava posticcia nel numero e nella data di protocollo. Quest’ultimo dato, infatti, corrispondeva a quello già impresso su un’altra istanza datata 30 settembre 2015 e non 1 ottobre così come la richiesta presentata dall’imprenditore.

Le dichiarazioni di alcuni colleghi hanno poi irrobustito i sospetti sul dipendente. Sarebbe stato proprio De Filippo a far apporre alla sua collega sotto dettatura il numero di protocollo falso sul documento presentato dall’imprenditore. Successivamente il tecnico avrebbe “girato” la pratica all’architetto responsabile del settore edilizia per ottenere la proroga richiesta da Mezzi (dichiarata falsa così come riportato nel dispositivo di sentenza).

De Filippo era difeso dall’avvocato Giovanni Bellisario; Mezzi, invece, dagli avvocati Alessandro De Matteis e Giuseppe Bonsegna. I due imputati sono stati condannati a risarcire il Comune di Sannicola (parte civile nel processo con gli avvocati Luigi Corvaglia e Antonio Sperti). Il risarcimento dei danni sarà quantificato in separata sede. Il deposito delle motivazioni è atteso per i prossimi 90 giorni.