Foto Michel Caputo - La Mantia gol

La prima gara, delle restanti undici cerchiate col rosso sul calendario, ha portato i tre punti programmati. Ne mancano altre sei in casa da bottino pieno, 4 dalle quali cercare di ottenere il massimo possibile, poi si tireranno le somme sul campionato cadetto disputato dai giallorossi. Al momento i numeri parlano di una stagione da incorniciare per gli uomini di mister Liverani. La speranza, sussurrata tra le vie della città è che, proprio il fattore Via del Mare, possa essere quel valore aggiunto che aiuti a realizzare un sogno inimmaginabile un anno fa.

Spettatore, ma spesso anche voce narrante di questo cammino leccese, è il giornalista e salentino doc Raffaele Pappadà, da quest’anno a DAZN dopo gli anni di Mediaset Premium.

Raffaele, dopo che l’anno scorso hai raccontato i mondiali di calcio, la Champions League e il campionato argentino per Mediaset Premium, quest’anno sei uno dei volti e delle voci di DAZN per serie A e serie B. A questo punto della stagione credi che ci sia una squadra che può avere la certezza della promozione diretta?

La vittoria con il Foggia ha ribadito che il Lecce non molla ancora questa possibilità, per me concreta, di promozione diretta.

A questo punto del campionato serve un’accelerata, che potrebbe essere favorita dalle 3 gare di fila al Via del Mare: in caso di filotto l’obiettivo sarebbe concretamente alla portata. Prima, però, c’è la gara dello Scida, dove è sempre difficile vincere.

La prestazione complessiva dei giallorossi ti sorprende o avresti scommesso ad inizio stagione su un Lecce così competitivo?

Mentirei se dicessi che mi aspettavo di vedere il Lecce stabilmente in quelle zone. Mi aspettavo un buon campionato, un cammino tranquillo, con il divertimento che la piazza aveva perso negli ultimi anni.

Il Lecce, effettivamente, diverte, ma non solo: la squadra di Liverani ha avuto una sua regolarità, in un campionato per sua natura altalenante come la B.

Cosa vedi in più rispetto alle rivali e cosa in meno per la promozione diretta?

In più sicuramente la libertà mentale di chi non ha assilli o pressioni: chiaro che, a questo punto, il Lecce voglia giocarsela, ma a differenza del Brescia e del Palermo può vivere questa corsa con più serenità d’animo.

In meno, come ha sottolineato Liverani, il top player: non ha Donnarumma o Nestorovski, ma tanti ottimi calciatori che possono fare la differenza. Un limite che può essere considerato anche un punto di forza.

Il Brescia ha Donnarumma, il Palermo Nestorovski, il Benevento Coda, il Verona Pazzini. La Mantia può essere quel bomber da oltre venti gol, necessario a festeggiare un traguardo sognato da un intero territorio?

Un giocatore come La Mantia, secondo me, non puoi essere pesato solo per il numero di gol.

Donnarumma sta vivendo una stagione straordinaria (attenzione, non la prima della sua carriera), ma non so se nel Lecce avrebbe lo stesso peso specifico di La Mantia: fa un lavoro pazzesco, condiziona non solo la difesa, ma tutta l’impostazione avversaria, è generosissimo.

E, poi, i gol li sta facendo, molti pesantissimi: è stato un grande acquisto.

Dove vedremo Raffaele Pappadà il prossimo anno?

Non so risponderti, il mondo dei media intorno al calcio cambia velocemente e senza preavviso, basti pensare che dopo aver commentato la manifestazione più importante, i Mondiali, in chiaro, in molti abbiamo vissuto un’estate di grandissima incertezza, anche poco piacevole da vivere, a dire la verità.

La speranza, aldilà del broadcaster, è su un campo di calcio, a continuare a emozionarmi raccontando questo sport che, tra tanti cambiamenti, conserva la sua caratteristica più autentica: l’imprevedibilità. Per questo lo considero come la migliore metafora della vita.

Piez