CAVALLINO (Lecce) – Oggi esistono delle straordinarie tecnologie per avere un quadro chiaro delle arterie coronariche e delle camere cardiache: la cardio-Tc di ultima generazione fa la differenza. Alcune anomalie cardiache possono portare a morti improvvise. Ecco perché la tomografia computerizzata è un esame imprescindibile per chi fa attività sportiva agonistica, perché consente di capire se esistono anomalie coronariche responsabili di morte improvvisa in soggetti giovani. Solo con questa metodologia diagnostica si possono scovare problemi nascosti: i macchinari obsoleti, che ancora vengono utilizzati, sono da bandire. Anche un esame Tac classico ha la necessità di essere compiuto con macchinari all’avanguardia per una diagnosi di precisione. Durante un’unica apnea respiratoria si ottiene la valutazione a strato sottile della porzione inferiore del torace. È possibile effettuare una valutazione anche in assenza del mezzo di contrasto (calcium score), quando si vuole effettuare soltanto un’analisi quantitativa del carico di calcio coronarico, che indica la gravità di aterosclerosi.

Nel Poliambulatorio di Maria Luisa e Ruggiero Calabrese un’équipe esperta di occupa di far funzionare al meglio questo macchinario. L’esame si esegue in 10-20 minuti in ambulatorio: è rapido, non invasivo e indolore. La cardio-Tac, se fatta con strumentazione adeguata, ha un valore predittivo negativo del cento per cento e consente un imaging tridimensionale: in questo modo si riesce a valutare ciò che è attorno alle coronarie. Si tratta di un passo molto più in avanti rispetto al classico esame invasivo coronarografico (angiografia coronarica). Con la coronato-Tc si studiano in modo non invasivo i vasi che irrorano il cuore la cui occlusione causa l’infarto.
Lo studio delle coronarie dei pazienti è necessario quando presentano un dolore toracico atipico e rischio basso o intermedio di malattia coronarica, ma anche in caso di test da sforzo dubbio o non eseguibile. Si fa ricorso a questo esame pure nei casi di sospette anomalie anatomiche del circolo coronarico.

Michele Corrado, direttore sanitario e radiologo del Nuovo Centro Calabrese di Cavallino, ci ha spiegato l’importanza di puntare su una tecnologia all’avanguardia: “Chi non aggiorna i macchinari e le competenze mette a rischio i pazienti. Lavorare con strumenti obsoleti significa non vedere le anomalie che devono essere scoperte per prevenire patologie gravissime” (cliccando sull’immagine potrete vedere l’intera intervista e una dimostrazione pratica di come funziona ndr).