Foto Stefano Cacciatore

LECCE – “Il futuro del nostro stadio è una delle questioni che la prossima amministrazione sarà chiamata sicuramente ad affrontare. Sono abbonato ormai da anni in Tribuna Est e conosco molto bene le condizioni dell’impianto, che non è semplicemente superato ma desta anche preoccupazioni dal punto di vista della sicurezza strutturale.” Lo dichiara Saverio Congedo, candidato sindaco di Lecce per il centrodestra.

“È necessario intervenire per metterlo a nuovo e, mettendo per un attimo la scaramanzia da parte, l’eventuale promozione in serie A, per gli introiti che ne deriverebbero e per il prestigio del palcoscenico, può rappresentarne l’occasione ideale per andare ben oltre la comunque necessaria messa in sicurezza.

Sapete tutti bene, però, che le casse pubbliche, a Lecce come altrove, non sono più nelle condizioni di potersi permettere questo tipo di interventi. E non è un caso se ovunque, in Italia come all’estero, il modello che è andato affermandosi sia quello della partnership pubblico-privato. Anche per Lecce, quindi, una delle ipotesi su cui ci sarà da lavorare potrebbe essere quella dell’affidamento della gestione dell’impianto all’Unione Sportiva Lecce. In quel caso si tratterebbe di concedere il diritto di superficie per un lasso di tempo che normalmente si quantifica in 99 anni, affinché l’impegno richiesto al privato possa conciliarsi con lo spirito d’impresa che legittimamente lo anima. Si potrebbe immaginare, per esempio, una struttura polifunzionale, in grado di funzionare 365 giorni all’anno invece di una volta ogni 15 giorni. Una operazione che potrebbe, inoltre, portare notevoli benefici anche in chiave di riqualificazione e dotazione di servizi per l’intera zona in cui lo stadio insiste.

Questo per quanto riguarda il futuro del nostro stadio. Nell’immediato, però, c’è un compito urgente e importante che spetta a tutti noi, quello di stringersi con tutto il calore possibile intorno a mister Liverani e ai nostri ragazzi perché c’è, prima di tutto, un paradiso da riconquistare dopo anni di inferno.