di Francesco Oliva

NOVOLI (Lecce) – Svolta nell’inchiesta sulla morte di Marianna Greco, deceduta il 30 novembre del 2016 nella sua casa di Novoli con quattro coltellate alla gola. Il sostituto procuratore Stefania Mininni, titolare del fascicolo d’indagine, ha iscritto nel registro degli indagati il nome di uno stretto familiare della 37enne con l’accusa di istigazione al suicidio. L’accelerata nell’indagine, sulla base del materiale in nostro possesso, è arrivata sulla scorta degli ascolti che i carabinieri hanno effettuato nell’ultimo periodo di diverse persone informate dei fatti (tutte riconducibili alla sfera familiare della donna). Le dichiarazioni sono state incrociate e sono servite per appurare il legame che legava Marianna con i singoli componenti della sua famiglia. “L’iscrizione nel registro degli indagati di una persona è una grande novità”, commenta l’avvocato Francesca Conte (legale dei familiari di Marianna insieme al collega Francesco Tobia Caputo), “ora attendiamo gli sviluppi dell’indagine ribadendo la nostra fiducia nell’operato della Magistratura”.

Gli accertamenti, infatti, proseguono. Il sospetto, sollevato a più riprese dai familiari della donna, è che Marianna sia stata ammazzata nell’abitazione in cui la donna viveva insieme al marito. Un sospetto alimentato da una dettagliata memoria depositata dagli avvocati della famiglia e corredata della consulenza del medico legale, del perito informatico e del medico specialista che hanno seguito la donna. I dubbi, sollevati in particolare dal medico legale della famiglia, il professore Giuseppe Fortuni, si soffermano sulle modalità con cui Marianna si sarebbe procurata le quattro ferite all’altezza del collo. Mancherebbero le lesioni che anticiperebbero i colpi mortali. E poi la direzione e l’intensità delle coltellate. Non è tutto. Ci sarebbe dell’altro.

Come le lesioni da taglio riscontrate sull’indice, il medio e l’anulare della mano destra della vittima che potrebbero risultare compatibili con una difesa della donna dopo una colluttazione. Tanto che il medico legale ha indicato di effettuare accertamenti in laboratorio sul materiale che si sarebbe posizionato sotto le unghie e sulla presenza di capelli biondi fra le dita della vittima per stabilire a chi appartengono? Così come sono stati richiesti prelievi dei campioni biologici sul coltello da cucina con cui è morta Marianna, sugli indumenti indossati e sul letto matrimoniale in cui la donna venne ritrovata. Ecco perché è stata anche richiesta la riesumazione della salma. Una svolta, intanto, c’è stata.