F.Oli.

CARMIANO/SQUINZANO (Lecce) – Sequestrò l’amica della ex minacciandola con una pistola per costringerla a riferirgli dove si trovava la sua “amata” ma venne subito rintracciato e arrestato dai carabinieri con le accuse di sequestro di persona, minacce, percosse e porto di armi o oggetti atti ad offendere.

Emanuele Tafuro, 30enne, di Squinzano, nella giornata di ieri, è stato condannato a 2 anni di reclusione al termine del processo che si è celebrato in abbreviato. Il gup Carlo Cazzella ha limato verso il basso la richiesta a 6 anni di reclusione invocata dal pm Luigi Mastroniani. Per conoscere le motivazione della sentenza a carico del giovane, difeso dall’avvocato Antonio Degli Atti, bisognerà attendere il deposito delle motivazioni attese nei prossimi 60 giorni.

Il giovane finì nei guai a fine febbraio di un anno fa. Tafuro raggiunse l’abitazione di un’amica della sua ex a Carmiano, con la quale aveva da poco terminato una relazione sentimentale, per farsi dire da quest’ultima informazioni per riuscire a rintracciare la sua ex ed un’altra ragazza.

Al rifiuto della giovane, il 30enne costrinse la ragazza a salire a bordo della sua auto, schiaffeggiandola e minacciandola con una pistola, poi risultata un’arma giocattolo, priva del tappo rosso. Allertati dalla stessa vittima, i militari rintracciarono i due nelle campagne limitrofe evitando così ulteriori conseguenze. Nel corso della perquisizione nell’auto del 30enne i carabinieri ritrovarono anche una mazza di ferro del peso di circa 5 chili. Tutto finì sotto sequestro, mentre Tafuro venne arrestato e accompagnato in carcere dove è sempre detenuto. Per conoscere l’orientamento del giudice bisognerà attendere il deposito delle motivazioni attese nei prossimi 60 giorni.

Il nome di Tafuro compare in altre indagini. Il giovane è uno degli imputati coinvolti nel processo scaturito dall’operazione “Eclissi” e il 27 maggio è stato condannato a 2 anni di reclusione per maltrattamenti e lesioni sempre nei confronti della sua ex fidanzata.