F.Oli.

GALATINA (Lecce) – È fissata per l’11 febbraio l’udienza preliminare a carico del padre e dello zio di un bimbo accusati di una lunga serie di abusi e sevizie ai danni del piccolo. I due neo imputati dovranno comparire davanti al gup Cinzia Vergine per l’udienza preliminare, anticamera di un rinvio a giudizio o di un proscioglimento. Difesi dagli avvocati Francesco Spagnolo e Francesco Calabro, padre e zio del minore potrebbero anche scegliere di essere giudicati con un rito alternativo e la richiesta potrà essere depositata nel corso della stessa udienza.

La vicenda si è consumata in un paese del circondario di Galatina. Padre e zio avrebbero maltrattato un bimbo di soli 3 anni infliggendogli punizioni umilianti quando di opponeva di consumare rapporti sessuali: sigarette spente sul corpo o fango, escrementi e saliva cosparsi su quel corpicino innocente. Una lunga galleria degli orrori, ricostruita dai carabinieri nell’ambito di un’indagine coordinata dal pm Maria Rosaria Micucci, avviata nel novembre del 2015 (quando il piccolo aveva 3 anni) andata avanti fino alla fine del 2017. Orrori interrotti solo quando il bimbo è riuscito a rivelare violenze e traumi (al momento solo presunti) alla madre.

La donna, separata dal presunto padre molestatore, si è presentata presso la caserma dei carabinieri del paese per mettere a verbale il racconto del figlio allegando anche le registrazioni audio in cui il bimbo confessava di avere subìto molestie sessuali dallo zio. Gli abusi avvenivano, stando alla ricostruzione di investigatori e inquirenti, nei giorni in cui il piccolo veniva affidato al padre. E si consumavano sia all’interno della casa dei nonni paterni che in un casolare di campagna di loro proprietà poco distante dall’abitazione.

Padre e zio avrebbero costretto il piccolo a consumare rapporti orali. E quando si opponeva veniva picchiato, sculacciato. In altre circostanze, secondo la ricostruzione del pm, i due familiari lo pizzicavano, gli spalmavano sul corpo fango, escrementi, saliva. Altre volte gli spegnevano le sigarette sul corpo. Da qui le accuse per i due di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale aggravata e continuata.

Questo racconta l’inchiesta che si è avvalsa degli esiti di due incidenti probatori per cristallizzare le accuse in considerazione dell’età della vittima. Ci fu una prima fase della perizia in cui il gip Alcide Maritati chiese al ctu, la psicologa Sara Scrimieri, (affiancata dalle colleghe Addolorata Panizza per la madre della persona offesa e Michela Francia per la controparte) di accertare se il bambino si potesse ritenere attendibile e se potesse testimoniare. Nella seconda fase, invece, il giudice dispose di valutare le accuse mosse dal piccolo allo zio. In quella sede, a novembre, il piccolo riferì di attenzioni particolari che gli avrebbe riservato anche il padre. Il pm mise nero su bianco nel registro degli indagati il nome del genitore per chiedere un secondo incidente probatorio che si è svolto a dicembre affinché le dichiarazioni del bambino fossero utilizzate anche contro il genitore. Ed è emersa una galleria di orrori.

Nel frattempo il bimbo e la madre si sono trasferiti. Hanno lasciato il Salento per raggiungere una località del Nord Italia. La mamma del piccolo, come genitore esercente la potestà genitoriale e affidataria del minore, potrà costituirsi parte civile con l’avvocato Roberto Tarantino.