Il Perdono di Assisi - Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola

ASSISI – Il 1° agosto si celebra Il Perdono di Assisi, l’Indulgenza plenaria concessa, si narra, nel 1216 da Papa Onorio III a tutti i fedeli, su richiesta del ‘folle’ Francesco di Assisi.

Come ogni anno alle 11.00, il ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori Michael Perry presiederà la celebrazione eucaristica che terminerà con la processione di “Apertura del Perdono”. Da questo momento, quindi dalle 12 del 1° agosto fino 24 del 2 agosto,l’Indulgenza plenaria concessa alla Porziuncola, per tutti i giorni dell’anno, si estende a tutte le chiese parrocchiali e francescane del mondo.

Si racconta infatti che, in preghiera, Francesco ebbe la visione di Cristo con Maria Santissima sull’altare della Porziuncola, circondati da una moltitudine di angeli. E alla loro domanda Francesco rispose: «Ti prego che tutti coloro che, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, ottengano ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe».

«Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – rispose il Signore –, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza».

Francesco, tra speranza e sana follia, si presentò subito al pontefice Onorio III che, dopo averlo ascoltato, approvò la sua richiesta. Mentre andava via contento il Papa gli disse: «O semplicione dove vai? Quale prova porti tu di tale Indulgenza?».

 «Per me è sufficiente la vostra parola. Se è opera di Dio, tocca a Lui renderla manifesta rispose Francesco d’Assisi-. Di tale Indulgenza non voglio altro istrumento, ma solo che la Vergine Maria sia la carta, Cristo sia il notaio e gli Angeli siano i testimoni».

E il 2 agosto 1216, insieme ai Vescovi dell’Umbria, annunciò felicemente al popolo riunitos  alla Porziuncola: «Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!».

 Questo il racconto o la narrazione.

Altro è la certezza storica. Difatti la data del 1216 è tutt’altro che certa. Solo circa un secolo dopo la morte di Francesco, il cronista fra Francesco Venimbeni da Fabriano in alcune memorie fissò la data del Perdono al 1216. Inoltre nel 1916 p. Egidio M. Giusto, cosciente dell’incertezza cronologica, illustrò nella rivista L’Oriente serafico la molteplicità delle date ricorrenti negli annalisti e negli eruditi.

Ad onor del vero, il problema della data certa non costituì la più grande difficoltà che i Frati Minori dovettero affrontare. Pietro di Giovanni Olivi, teologo provenzale, in una specifica questio sul tema, affermò l’incertezza circa l’affermata concessione di Papa Onorio III a Francesco di questa inusuale indulgenza plenaria. Alcuni, tra gli stessi frati minori, sottolineavano la mancanza di ‘un pezzo di carta bollata’ a conferma di questa concessione.

«Per giustificare quell’assenza – precisa il noto francescanista Stefano Brufani – i frati si impegnarono affannosamente dall’ultimo quarto del secolo XIII agli anni ’30 del secolo seguente, sino a quando Francesco di Bartolo d’Assisi scrisse la summa della memoria minoritica sull’indulgenza».

Nella questio ‘Portiunculana’ come dalla definizione degli eruditi bollandisti della metà del secolo XVIII, i termini storia e memoria non sempre furono consequenziali: «Non fu la storia a generare la memoria, ma la memoria a generare la storia o meglio, la narrazione storica».

Continua Brufani: «L’inventio (nel senso polisemantico del termine latino) della indulgenza della Porziuncola non fu un atto di mistificazione della storia, ma un tuffo dei frati Minori nella storia, nella teologia e nella prassi apostolica.[…]. I frati Minori seppero interpretare la pietà popolare del tempo che anelava alla pienezza della comunicazione con Dio, pur vivendo nel mondo. Alla Porziuncola crearono un luogo teologico, dove era possibile con Francesco, modello di santità evangelico-penitenziale, e grazie alla predicazione penitenziale e alla prassi della confessione, gridare ai fedeli convenuti: “Voglio mandarvi tutti in Paradiso”.

Quando nella vita, quasi per caso, magari nei momenti più bui o di certezze ritenute tali, capita di incontrare Francesco d’ Assisi, il cuore inizialmente viene folgorato dallo spessore umano e spirituale di un uomo del genere. Poi, col tempo, non ci si accontenta più dei racconti e aneddoti, seppure avvincenti, ma si è spinti dalla ‘fame’ di conoscere quell’uomo,  di scavare nella storia della sua terra, della sua vita.

Sicuramente le certezze storiche sono tante. Ci sono anche fatti non provati, ancora. Ma nulla toglie luminosità all’umanità santa di questo ‘simplex et idiota’, follemente innamorato di Dio.

Francesco d’Assisi indica una strada da percorrere e una porta da attraversare, a piedi nudi. Forte è la valenza simbolico-storica dell’attraversamento della Porta della Porziuncola, della porta del Perdono, ma la chiave che apre e dà senso a quella porta è «vivere secondo la forma del santo Vangelo».

L’impatto emotivo per l’indulgenza plenaria può rendere il nostro spirito sicuramente più leggero. Ma solo quando, dopo attraversato quella porta, baceremo il lebbroso del nostro tempo, aiuteremo il fratello in difficoltà, useremo le nostre mani per aiutare a rialzarsi chi è a terra, impiegheremo il nostro tempo per una cultura dell’inclusione, la nostra professione per creare ponti e dialogo, forse solo allora vedremo dinanzi a noi la via per il Paradiso.

Questa è la vera eredità di Francesco d’Assisi. Questa è il suo dono: guardare la diversità attraverso i suoi occhi, riscoprendo la grandezza dell’amore di Dio.

Questo lui ci ha lasciato: non calmanti per coscienze ansiolitiche, più o meno efficaci, ma strade da percorrere, scelte, spesso radicali, da tentare.

Soltanto così il nostro castello, sovente di carta, assomiglierà alla sua Porziuncola. Solo così potremmo dirci figli di Francesco in cammino, con lui, verso il Padre nostro che è nei cieli. Le scale aiutano, le porte invitano, ma nostra è la responsabilità della scelta.

Tra storia, memoria e fede. Con lo sguardo di Francesco. Il vero Francesco.

Per gli approfondimenti storici: Il Perdono di Assisi. Storia Agiografia Erudizione, Spoleto, CISAM, 2016, a cura di Brufani Stefano.

 

Manuela Marzo