LECCE – Topi d’appartamento in trappola. Nelle scorse ore gli agenti della questura di Lecce hanno denunciato due aspiranti giovani ladre e tratto in arresto il presunto responsabile di un furto in appartamento.

Il primo episodio risale a ieri pomeriggio, quando i poliziotti sono intervenuti in via Parini dove gli era stata segnalata la presenza di due ragazze che, con atteggiamento sospetto, sembrava stessero tentando di accedere ai condomini della zona, suonando ai citofoni delle abitazioni.

Giunti sul posto, procedevano a perlustrare gli edifici in questione, tra cui uno trovato con il portone aperto. Sulla rampa delle scale hanno incrociato proprio le due ragazze, subito identificate. Si trattava di una 16enne ed un’altra appena maggiorenne, entrambe di nazionalità slava, che, di fronte alle domande degli agenti, non davano alcuna valida giustificazione alla loro presenza nel condominio.

Dal controllo, inoltre, è subito emerso che la più grande delle due avesse diversi precedenti per furto in abitazione. Gli agenti hanno proceduto con la perquisizione delle giovani, scovando il kit da scasso che si portavano appresso. Nei pantaloni, una chiave inglese e due pezzi di plastica trasparente: attrezzi solitamente usati per forzare serrature o aprire porte di abitazioni.

Oltre a queste, anche un cacciavite a taglio di circa 27 centimetri e, nascosto in un calzino, un orologio da donna in acciaio, marca Philip Watch, con quadrante in zaffiro. Orologio di cui, poco dopo l’arrivo delle ragazze in questura accompagnate dagli agenti, è stato segnalato il furto proprio in un’abitazione della stessa zona. Numero di serie e modello erano gli stessi.

Alla luce di quanto emerso, data l’assenza della flagranza nel reato e constatato che nel condominio dove le due sono state fermate non risultava essere avvenuto nessun altro furto, la maggiorenne è stata denunciata per porto di oggetti atti allo scasso e ricettazione in concorso con minore, mentre l’altra ragazza è indagata per concorso.

Gli agenti proseguono le indagini sul loro conto, poichè le ragazze sono sospettate di essere autrici di altri furti, avvenuti nel centro cittadino nel perido estivo.

Il secondo episodio, riguarda invece M. G., un 44enne già noto alle forze dell’ordine, per cui nelle scorse ore è scattato l’arresto. Gli agenti della sezione volanti di Lecce hanno eseguito nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal magistrato di sorveglianza per la sospensione cautelativa della misura alternativa dell’affidamento in prova.

I fatti di cui è ritenuto presunto responsabile risalgono allo scorso 7 settembre, quando in zona Leuca un uomo chiese l’intervento della polizia per un furto in corso nella sua abitazione. Quest’ultimo, poco prima, aveva sorpreso un individuo sul suo pianerottolo mentre armeggiava davanti alla porta dell’abitazione di fronte.

Dopo questo faccia a faccia, il malfattore era fuggito velocemente dal condominio a bordo di una bicicletta. Il testimone, in quell’occasione, fornì anche agli agenti l’identikit dell’individuo che aveva visto allontanatasi portando con sè una borsa di grandi dimensioni.

Subito presero il via le ricerche in direzione del luogo indicato, quando una delle due volanti intervenute, giunta all’altezza di viale Marche, notò la presenza di una persona corrispondente alle descrizioni diramate via radio. Il soggetto in questione fuggiva via a bordo di una bicicletta verso viale Otranto.

Gli agenti invertirono il senso di marcia, per poi bloccare il ciclista ed effettuare un controllo. Dopo aver identificato M.G., effettuarono anche una perquisizione che gli permise di rintracciare degli arnesi atti allo scasso, tra cui una sbarra d’acciaio ed una tenaglia. Non solo. L’uomo aveva con sé anche una scatola di cartone contenente utensileria varia, un avvitatore a batteria ed una cucitrice.

L’esiguità di quanto asportato e la trascorsa flagranza, consentirono al 44enne, tra l’altro sottoposto alla misura di affidamento in prova ai servizi sociali, di “cavarsela” solo con una denuncia a piede libero. Almeno fino a stamane, quando è scattata nei suoi confronti una misura più grave, che l’ha condotto dritto in carcere, a Borgo San Nicola.