Il destino si diverte nel tessere le sue trame, delle quali siamo ignari sino a quando, queste, non si rivelano a noi. Lunedì 26 agosto il Lecce fa il suo ritorno ufficiale in quella serie A persa sette anni addietro. Ad accogliere i giallorossi nel campionato 2019/20 ci pensa l’Inter a casa sua: un Meazza impressionante, con oltre sessanta mila spettatori che gremiscono gli spalti. Tra quelli, oltre due mila portano vessilli giallorossi. Salentini partiti dal Salento e da ogni parte d’Italia per sostenere la squadra della propria città. Quel lunedì sera c’è un altro leccese all’interno dello stadio di San Siro, un leccese che, come tanti suoi concittadini, ha dovuto abbondare la propria terra per seguire le proprie ambizioni professionali.

Quel leccese ne ha fatta di strada, girando per il mondo è diventato uno dei migliori nel suo settore. Percorso condiviso da altri salentini che nella musica, o nello sport, o nel sociale hanno raggiunto i massimi livelli. Tra questi, molti hanno sentito la necessità di sottolineare con fierezza le proprie origini, altri hanno proseguito il loro percorso senza identificare la propria immagine al Salento. Scelta libera e rispettabilissima, soprattutto in virtù del fatto che non veniva meno il rispetto nei confronti di quello che si era lasciato alle spalle. Antonio Conte era uno dei leccesi che quel lunedì sera andava ad infoltire la schiera di salentini presenti al Meazza, lui dalla panchina di una delle squadre più importanti al mondo. Veniva da un anno sabbatico dopo due di successi in Inghilterra col Chelsea. Prima ancora aveva guidato con abilità e competenza la nazionale in un Europeo da sogno per gli azzurri. Quella sera, sulla panchina dell’Inter, Conte aveva la possibilità di ricucire ulteriormente uno strappo che non si sarebbe mai ricucito del tutto, ma che, gli anni da commissario tecnico e quelli in Inghilterra, avevano in parte rimarginato. L’Inter è una corazzata costruita per detronizzare la sua ex Juve da un dominio che fu proprio lui a far partire.

Il Lecce di Liverani una Cenerentola ben lontana dal diventare una bellissima principessa. La sera del 26 agosto servono solo ventun minuti ai nerazzurri per realizzare il primo gol, appena tre in più per siglare il secondo. Conte poteva scegliere e ha scelto. Il destino, ora, potrebbe concedere a Conte di tornare sul tetto della serie A in solitaria dopo appena tre giornate. C’è una squadra, che ovviamente rappresenta una città, che potrebbe regalargli questa gioia. Quella squadra e quella città sono le stesse cui lui ha deciso, tanto tempo fa, di non riservare alcun rispetto. Lunedì sarà nuovamente posticipo. La speranza è che, questa volta, il leccese Conte, suo malgrado, debba festeggiare un buon risultato della sua Lecce.

Piez