Così il nostro “sistema” ha mietuto altre due vittime. Si tratta degli agenti di polizia Pierluigi Rotta e Matteo De Menego, 34 e 30 anni, uccisi a colpi di pistola da un dominicano, a Trieste. Ma non preoccupatevi. L’assassino ha problemi psichici. Non lo ha fatto di proposito, poverino. Verrà sottoposto a perizia psichiatrica, dalla quale risulterà una diagnosi del tipo “disturbi da stress post traumatico” o “comorbidità tra disturbo d’ansia generalizzato”, “disturbo somatoforme e distimia” o il corrispondente di “nevrastenia, nevrosi, isteria, parafrenia” ed altre categorie diagnostiche del genere che la scienza (o pseudoscienza) ha eliminato dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM), sostituendole con definizioni quali, ad esempio, “Sindrome psicotica caratterizzata da vivaci allucinazioni dei sensi e da idee deliranti associate a disturbi del pensiero e dell’affettività”, per definire la parafrenia e per non far capire nulla ai pazienti, ai loro parenti e, soprattutto, ai giudici che devono giudicare chi ne è, presumibilmente, affetto per evitargli il carcere e rimetterlo in libertà per essere poi curato.

Flavio Carlino, Dottore Commercialista e Avvocato a Racale

Ovviamente, non voglio e non posso addentrarmi nella psichiatria. “Non ne ho la preparazione”! Ma tutti sappiamo leggere. Nel 2001, il Prof. Simon Wessley organizzò un sondaggio tra 150 specialisti della salute mentale di tutto il mondo per votare le dieci peggiori pubblicazioni psichiatriche della storia. Tra esse figurò la quarta edizione del DSM. Per intenderci oggi questo Manuale viene usato per: determinare la capacità mentale di una persona, togliere la custodia di un figlio ad un genitore, internare un imputato in una struttura psichiatrica invece che in una carceraria, fare causa ad una assicurazione, confutare il testamento di una persona, ecc.

Ma la verità è un’altra. L’Italia continua ad essere una delle peggiori nazioni al mondo. Il Paese delle incertezze. Nel nome dell’antifascismo non si può ammanettare un delinquente se non è evidentemente pericoloso (ma non si capisce come due agenti possano repentinamente stabilirlo prima di essere sparati); non si può reagire alle violenze di un “fermato”, perché l’agente non finirebbe di essere punito se il delinquente evidenziasse il segno di uno schiaffo sul volto; non si possono addestrare le forze dell’ordine senza essere tacciati di fanatismo; non si può rispondere al fuoco se non si è in pericolo di vita. Per non parlare degli agenti di polizia locale che vengono aggrediti anche per una multa.

Risultato? Gli agenti delle forze dell’ordine sono vittime dell’incapacità dello Stato di provvedere alla sicurezza dei suoi cittadini. Incapacità che deriva dall’ideologia antifascista (comunista, di sinistra) che incute negli agenti la paura di finire sotto processo per aver vigilato sulla sicurezza propria ed altrui.

A nulla servono le commiserazioni, i funerali di Stato, i saluti delle Istituzioni. Tanto dopo la morte tutto continuerà come prima; a pagarne le conseguenze, oltre ai malcapitati, saranno solo le famiglie: i figli, le mogli, le madri, i padri, i fratelli, per i quali niente, invece, sarà come prima. Per uno stipendio da fame, tante vite rovinate. Il conto è davvero salato.

Ma, a sentire Boldrini & Compagni, gli immigrati sono risorse che ci insegneranno un nuovo stile di vita,  da cui prendere esempio. Quindi, da oggi, dobbiamo fare i nostri “bisognini” per strada, girare nudi, spacciare droghe, rubare ai passanti ed uccidere gli agenti delle forze dell’ordine. Perché questo abbiamo visto fino ad ora. E non parlate di razzismo, siete ridicoli. Piuttosto fatevi l’esame di coscienza, voi che manifestate contro la violenza sugli animali, per l’ambiente, per l’uso terapeutico della marijuana e consentite che i nostri figli, fratelli, mariti, padri, vengano uccisi.

Una cosa è certa: il finto buonismo non ci ha aiutato a migliorare la situazione del Paese. Caso mai la vostra … mi pare!

di Flavio Carlino 

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