LECCE – Movida violenta nel centro di Lecce. Aggrediti a calci, pugni e bottigliate due giovani finiscono in ospedale con prognosi di 21 e 30 giorni. Il brutale pestaggio, finora mai emerso nelle cronache locali, risale al 3 febbraio (era un sabato) e i presunti responsabili sono stati identificati. Si tratta di A.N. e S.M., entrambi di 21 anni e residenti a Lecce. Rispondono di lesioni personali in concorso così come riportato nell’avviso di conclusione a firma del pubblico ministero Donatella Palumbo che ha coordinato le indagini con il supporto degli agenti di polizia delle volanti del capoluogo salentino.

Una brutale aggressione, dunque. Per motivi che gli approfondimenti investigativi non hanno consentito di appurare con esattezza. Questioni personali? Uno sguardo di troppo? Di certo è che quella sera in pieno centro si sono vissuti attimi di puro terrore. I due giovani si scagliarono contro due altri coetanei con una tale violenza che le vittime dell’aggressione finirono entrambe in ospedale riportando ferite e lesioni importanti.

Sulla loro strada i due aggressori incrociarono dapprima L.M. E non si trattò di un incontro di cortesia. Il giovane venne colpito con calci, pugni ed una testato in pieno volto. Poi A.N. e S.M. cercarono di spaccargli una bottiglia in testa procurandogli una “lussazione chiusa della spalla” con prognosi di 21 giorni. Andò peggio alla seconda vittima, G.M. Ferito alla tempia destra cadde per terra e successivamente colpito a più riprese con calci in ogni parte del corpo. Una volta arrivato in ospedale i medici riscontrarono un trauma al polso sinistro con frattura scomposta dell’osso scafiode sinistro oltre a un trauma contusivo cranico facciale” con una prognosi di 30 giorni di guarigione.

Le indagini per rintracciare gli aggressori scattarono nell’immediato. Gli agenti di polizia, intervenuti sul posto dopo aver raccolto le segnalazioni di alcuni testimoni, acquisirono le immagini delle telecamere di videosorveglianza e ascoltarono le vittime in ospedale chiudendo il cerchio sui due aggressori i cui profili facebook aperti sono estremamente significativi della forte amicizia e delle stesse passioni che accomunano i due ragazzi. I due indagati sono difesi dall’avvocato Laura Pisanello.