Nell’iniziare questo scritto, ritengo opportuno riferirmi a qualche dato statistico che mi consenta di poter effettuare una valutazione corretta di quanto visto sabato a Firenze al fine di poter, per quanto possibile, farmi una ragione in merito alle dichiarazioni post-partita di Montella.

Questo signore nonché tecnico, credo ancor per poco, della Fiorentina, ha sostenuto, con aria quasi boriosa, di come la Fiorentina avesse dominato la partita, di come fosse stata sfortunata e di come, se avesse potuto, non avrebbe sottoscritto neppure il pareggio, completando la sua dotta (???) e sofferta dichiarazione con la classica affermazione di chi non ha argomenti: “ma questo è il calcio”.

A quel punto, credendo di aver casualmente, ma per errore, visto un’altra partita, ho cercato conforto nello score degli avvenimenti e non ho rilevato né pali o traverse da parte della Fiorentina, né interventi decisamente sfavorevoli a lei da parte dell’arbitro, né inadempienze da parte del VAR o altro quanto piuttosto questa sintesi: 15 tiri totali da parte fiorentina contro 6 da parte leccese, 6 tiri nello specchio da parte fiorentina contro 5 da parte leccese ed un possesso palla di 63% fiorentino contro il 37% leccese. Questi dati mi hanno fatto capire il motivo per il quale il citato tecnico è sulla graticola. Sappiamo tutti che il possesso palla non è elemento determinante, così come sappiamo che non sono i tiri in tribuna che determinano i risultati bensì il gol che, nello specifico del Lecce, è venuto a seguito di una pregevole ripartenza, con più passaggi, con un delicato e preciso cross (miracolo!) ed una coraggiosa zuccata di La Mantia. Aggiungo che mi sarei aspettato almeno  un cenno su  un rigore certo non fischiato al Lecce, quello su Shakov, ed un altro possibile su Farias, un altro cenno sul “delitto calcistico” commesso da Babacar (ho rubato l’efficace sostantivo al mio amico Gavino) ed inoltre sulla parità dei tiri nello specchio di porta che fa dire al profano ,quale io mi sento rispetto ai professori delle panchine, di come il Lecce non abbia rubato nulla e di come abbia ben imbrigliato la azioni della Fiorentina facendole finire nell’imbuto (altra azzeccata immagine del citato Gavino) stretto da Lucioni e Rossettini.

Ora, dato a Montella ciò che gli compete, vale a dire le chiacchiere, ed a me tifoso, i fatti, voglio esaminare quello che è emerso da questa partita. Il Lecce, e non me ne spiego il motivo, dopo 14 partite dimostra di essere squadra esterna con ben 11 punti conquistati con un gioco gradevole e con prestazioni di tutto rispetto che lo pongono al pari con la Roma contro i 3 casalinghi che lo posizionano al penultimo posto, dopo il Brescia. Giustamente Liverani, rispondendo all’intervistatore asseriva che, se gli garantissero 40 punti esterni, firmerebbe subito.

Ma, possibile che l’aria di casa, sempre oltre i 20.000 spettatori che incitano ininterrottamente, condizioni questa squadra al punto di farle sempre fornire buone prestazioni con scarsi risultati? Si potrà fare qualcosa per far esultare i fans leccesi non solo dietro gli schermi dei televisori? Forza Liverani, dimostri al suo collega che il Lecce sa anche essere letale in casa e non solo fuori! Potrebbe provarci già con il Genoa domenica, squadra il cui rendimento esterno conteggia solo 3 punti e questo servirebbe a rendere felice anche il mio amico Vittorio che tra Firenze e Genoa ha pronosticato 6 punti. Ritengo che questo sforzo sia fattibile.