BARI – A cinque mesi dal voto le due principali coalizioni rischiano di spaccarsi. Adriana Poli Bortone potrebbe essere in campo nuovamente, questa volta con la Fiamma Tricolore, se nel centrodestra decideranno di imporre Fitto. Non è una preclusione a prescindere: il partito è disponibile a trattare. “Noi siamo disponibili al dialogo – spiega Egidio Personè, responsabile della Fiamma Tricolore leccese – Se ci rispettano e ascoltano anche la nostra voce, si può ragionare. Ma se fanno tutto da soli e si aspettano che noi obbediamo, no! Non non siamo gente che si vende, non prendiamo assegni da nessuno. No, alle imposizioni calate da Roma. Sì al dialogo per restare uniti”. A Roma, però, l’impasse resta sul nome di Fitto: tutti pendono dalle labbra di Matteo Salvini, che non dà il via libera, anche se i sondaggi sembrano confortanti. La Lega pugliese insiste su un nome nuovo, che dia la sensazione della discontinuità. Ma ormai Salvini e Meloni pensano all’Emilia e alla Calabria: fare un colpaccio lì significherebbe aprire la strada a un effetto domino sul governo e in Puglia.

LA SPACCATURA NEL CENTROSINISTRA 

Michele Emiliano, intanto, combatte per non farsi isolare tra due fuochi: quello del Movimento 5 Stelle (alleato a Roma) e quello interno di renziani, vendoliani e seguaci di Stefano. Italia Viva è sempre più determinata a trovare un nome da sacrificare sull’altare della vendetta per far saltare i piani del presidente pugliese. A Dario Stefano, però non conviene seguire Renzi e Calenda, visto che ha un buon ruolo nel Pd. Il governatore uscente della Puglia punta sulla “coalizione dei pugliesi”: “al contrario del centrodestra dove decidono a Roma”. Oggi si è tenuto un incontro in via Re David 17, a Bari: una riunione della coalizione di centrosinistra alla presenza del presidente Michele Emiliano. Si è discusso di PSR e Xylella e dei progetti per affrontare queste grandi questioni, ma soprattutto sono stati definitivamente ridisegnati i confini della coalizione di centrosinistra. I renziani sono fuori perché ora sono a caccia del candidato, ma per il governatore sarebbe una candidatura di fastidio: serve raggiungere l’8 per cento  dei voti complessivi per entrare in Consiglio. “Il presidente Emiliano non risponde più ai provocatori – afferma uno dei partecipanti alla riunione odierna, Massimo Cassano – l’operazione Calenda-Renzi, se andasse in porto, sarebbe solo un modo per far perdere il governatore uscente”.

EMILIANO LANCIA LA SUA COALIZIONE DELLA PUGLIA. ECCO IL COMUNICATO: 

Nasce la Coalizione della Puglia. Le forze politiche del centrosinistra si sono riunite oggi con Michele Emiliano per entrare nel vivo della campagna elettorale per le Regionali 2020.

Una campagna innovativa che sarà occasione di formazione politica per i giovani che vogliono occuparsi della loro terra. Un programma scritto dal basso, nel segno della partecipazione, che diventerà un pilastro della coalizione. E gruppi di coordinamento con tutte le forze politiche sulle questioni più sentite dai pugliesi, a cominciare sicuramente dalla scrittura del nuovo PSR e dalla sanità.

Presenti all’incontro i rappresentanti di tutte le forze che compongono la coalizione: Sinistra Italiana, Partito Democratico, Mdp-Articolo 1, Realtà Italia, I Popolari, Puglia Popolare, PSI Partito Socialista Italiano, Italia dei Valori, Noi a Sinistra x la Puglia, Italia in Comune, Centro Democratico, Verdi, SD Socialdemocratici, Puglia con Emiliano, Iniziativa Democratica, Europa Più, Emiliano Sindaco di Puglia, Democrazia Cristiana, Senso Civico, “Con” e Movimento Animalista.

“Una bellissima riunione della coalizione della Puglia – ha detto Emiliano al termine dell’incontro di questa mattina nella sede del Pd regionale – una riunione nella quale abbiamo preso le prime decisioni importanti. Innanzitutto di creare specifici coordinamenti della coalizione per predisporre il nuovo programma di governo, che parte dal programma di questo primo mandato che abbiamo quasi totalmente attuato e si allarga al futuro. Un futuro che dobbiamo sondare attraverso la campagna elettorale e il contributo dei partiti. C’è l’intenzione di dare vita a una serie di corsi di formazione politica nell’ambito delle attività finanziate dal comitato elettorale. Chiederemo ad un certo numero di giovani pugliesi di partecipare a questi momenti di formazione, soprattutto con riferimento alle politiche regionali e sui principali argomenti di interesse pubblico.

Una parte rilevante della nostra campagna elettorale sarà dedicata ai giovani, che coinvolgeremo nelle attività formative anche attraverso strumenti tecnologici evoluti. Sempre però con un requisito fondamentale: qualunque cosa noi dovessimo realizzare sarà poi aperta a tutti, non solo ai partecipanti al corso. Ci rivogliamo ai giovani pugliesi che hanno voglia di occuparsi della loro terra. Vogliamo fare politica con elementi positivi, non con la negatività. E chi ha elementi positivi da offrirci e da regalare alla Puglia è ben accolto, per questo parleremo sempre più di coalizione della Puglia, perché il centrosinistra è generosamente impegnato a costruire qualcosa che vada oltre sé stesso, non con i trasformismi, ma con il programma e la determinazione a fare insieme delle cose”.

Emiliano ha poi aggiunto: “Sarà creato un coordinamento specifico per scrivere il nuovo PSR, per intervenire sui problemi dell’agricoltura dei quali dobbiamo farci carico e rispetto ai quali abbiamo anche fatto ammenda. Speriamo, per quanto riguarda il vecchio PSR, di riuscire a risolvere i problemi prima della fine della campagna elettorale. La caratteristica del nuovo PSR sarà difendere soprattutto i piccoli e medi produttori nel rapporto con la grande industria e con la grande distribuzione. Quindi creare filiere del valore, che dal prodotto arrivano alla commercializzazione o la trasformazione, senza lasciare al loro destino i piccoli produttori coordinandone l’attività, mettendoli insieme, creando aggregazioni come la legge consente di fare”.

Rispondendo alle domande dei giornalisti sul punto ha chiarito: “L’Amministrazione Emiliano ha trovato un PSR già esistente, che non prevedeva per esempio la Xylella al suo interno, mentre le cose sono profondamente cambiate. Dobbiamo quindi portare nel nuovo PSR grossi profili di innovazione. Tutti i militanti del centrosinistra saranno coinvolti e mi auguro che Dario Stefàno ci dia una mano anche alla luce delle sue competenze in materia agricola, ne sarei davvero felice”.

Un altro coordinamento che la coalizione sta mettendo a punto riguarda le politiche sanitarie: “Noi – ha detto Emiliano – pensiamo che dopo avere risanato e rimesso in piedi il sistema sanitario pugliese, adesso bisogna trovare la chiave per farlo evolvere, soprattutto coinvolgendo di più le persone. Ci siamo resi conto che molto spesso non siamo stati capaci di spiegare perché abbiamo fatto un piano di riordino e che serviva a ottenere le autorizzazioni per fare le assunzioni. Serve quindi un meccanismo partecipativo che ci consenta di lavorare su questi temi”.

Sempre rispondendo alla stampa, Emiliano ha sottolineato: “In sanità noi abbiamo per prima cosa evitato il naufragio finanziario, risanato e pagati i debiti. Ma adesso bisogna fare una rivoluzione in sanità, che è quella dell’ospedale in casa, attraverso la telemedicina, perché abbiamo tecnologie che ci consentono di evitare il passaggio soprattutto dei cronici e dei lungodegenti dagli ospedali. E lasciare gli ospedali solo ai casi per gli acuti. Anche un passaggio del genere va deciso in modo democratico, perché le abitudini sono dure a morire. Tutte le riforme calate dall’alto non funzionano”.

Il nuovo programma sarà scritto in modo partecipato: “Organizzeremo assemblee, come abbiamo sempre fatto, ma con delle forti innovazioni. La discussione sarà sviluppata da tutti coloro che si iscriveranno liberamente, avranno uno specifico ruolo tutti i corpi intermedi, partiti, sindacati, associazioni.
Abbiamo anche discusso di come avviare la formazione delle liste: tutte le forze politiche sono a buon punto, i candidati sono già ai nastri di partenza e sono pronti a partire nella loro campagna elettorale. Noi vorremmo fornire loro quelle informazioni che sono necessarie per spiegare cos’è accaduto in questi cinque anni.
In questi cinque anni ci sono stati molti conflitti, battaglie durissime che hanno provocato tante tossine. Era però inevitabile che queste battaglie ci dividessero in qualche caso, perché noi non siamo una coalizione finta, questa è una coalizione basata sul consenso reciproco, ognuno di noi crea il presupposto per avere il consenso degli altri, non c’è nessuno che ubbidisce e non c’è nessuno che comanda.
Anche rispetto al programma di governo, alle candidature, alla formazione delle liste, la coalizione della Puglia fa da sé stessa, coinvolgendo i pugliesi, non accetteremmo mai che due o tre leader calassero le decisioni dall’alto. Noi non abbiamo né Berlusconi, né la Meloni e Salvini che decidono al nostro posto”.

“Nella scrittura del programma – ha aggiunto Emiliano – coinvolgeremo soprattutto una categoria di persone alla quale teniamo moltissimo: quelli che sono arrabbiati con noi, quelli che hanno qualcosa da dirci e soprattutto voglia di esserci. Spero siano tante le persone che vorranno in questo modo correggere la nostra attività, perché nessuno è perfetto e noi certamente non facciamo eccezione a questa regola. Però questa Regione ha fatto passi avanti in questi anni, sono sotto gli occhi di tutti. Non basta, perché per vincere le elezioni non basta essere bravissimi nel governo, ce ne stiamo accorgendo in Emilia Romagna dove sono i più bravi d’Europa. Lì son partiti 70 anni fa, governando in modo completamente diverso il Paese con risultati straordinari. Noi siamo partiti solo quindici anni fa, le cose sono tanto migliorate e speriamo di andare avanti su questa strada.

Pensiamo di essere anche quelli che metteranno in condizione le giovani generazioni di crescere, a cominciare dai grandi sindaci di questa Regione, che abbiamo tirato su uno per uno, curandoli, aiutandoli e ottenendo da loro grandissime soddisfazioni.

Le primarie sono state un momento di festa, libero e spontaneo, in cui uscendo di casa con la sciarpa, il cappotto e il cappellino, 81mila persone sono andate a votare. Non è stata una prova di forza, il voto non è stato militarizzato come qualcuno temeva”.

Il presidente Emiliano ha risposto anche sulla posizione assunta da Matteo Renzi, leader di Italia Viva: “Sono assolutamente certo che queste polemiche non hanno una radice pugliese, ma hanno un problema politico nazionale da risolvere. Se il problema della pacificazione tra Italia Viva e il Governo deve passare dalla Puglia, sono disposto a dare una mano. Bisogna ricucire a Roma, non è una questione pugliese. I pugliesi stanno tutti qua, in questa coalizione. Non c’è conflitto di merito. Le principali questioni che ci separavano sono ampiamente risolte. Sull’ex Ilva, il Governo in carica – che ha dentro tutte le componenti del centrosinistra – ha la stessa posizione della Puglia, quindi non c’è più nessuna differenza e abbiamo superato ogni distinzione. Nel senso che sono per la decarbonizzazione dell’Ilva e questo a noi va bene. Sulla questione Xylella non c’è mai stata contrapposizione con nessuno: con il ministro dell’epoca, Martina, abbiamo lavorato benissimo, fatto tante cose buone e non ci sono discrepanze. Noi abbiamo applicato sempre le direttive di tutti i Governi, compreso quello Renzi. Sulla Banca Popolare mai nessuna divergenza, nel senso che eravamo tutti per il salvataggio della banca e adesso bisognerà fare in modo che i danni siano superati.
L’accusa che mi viene rivolta, di essere la punta avanzata della teoria che cuce Pd, M5S e sinistra è fondata: sono stato l’antesignano di questa alleanza che è quella sostiene il governo in carica, nella quale almeno Renzi sicuramente si riconosce. Peraltro qui in Puglia andiamo alle elezioni in modo separato rispetto al M5S, quindi siamo un passo in meno rispetto a quello che Renzi ha fatto nel Governo. Sui presupposti di programma del Governo nazionale, Italia viva può stare anche con noi non c’è nessun particolare problema, non c’è più nessun conflitto di merito”.