MONTERONI (Lecce) – La sentenza emessa dalla Suprema Corte di Cassazione il 25 maggio 2015 l’aveva trasformata ufficialmente in una proprietà dello Stato, rendendo definitiva la sua confisca. In quasi cinque anni, però, il suo proprietario Giovanni Mazzotta, 55enne di Monteroni di Lecce, noto esponente della criminalità organizzata locale, è rimasto ad abitarvi con la sua famiglia senza mai andarsene.

Solo ieri gli agenti della questura di Lecce, sotto il coordinamento della prefettura, hanno raggiunto la villa e hanno dato il via alle operazioni di sgombero forzato dell’immobile. La struttura, situata in contrada Saetta, sulla strada che da Monteroni di Lecce conduce a Copertino, era già stata da tempo trasferita dall’Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata al patrimonio indisponibile del Comune di Monteroni, ai fini del suo utilizzo per scopi sociali.

Di fatto, però, essendo ancora occupato, non era possibile trasformare la struttura secondo quanto previsto dalla legislazione antimafia. Per questo motivo la prefettura si è dovuta attivare per promuovere un’azione che permettesse di liberare una volta per tutte l’immobile da presenze ormai illegittime.

“Tale operazione – si legge nella nota emessa dalla sede di via XXV luglio – rappresenta un forte e concreto segnale di affermazione della legalità su quel territorio, atteso che viene restituito per l’utilizzo a finalità sociali un bene già precedentemente confiscato in via definitiva e sottratto a quella finalità sociale a cui doveva essere destinato secondo i principi che ispirano la legislazione antimafia”.

Il provvedimento di confisca dell’immobile di proprietà di Mazzotta scaturisce dalla vicenda che l’ha condotto ad essere condannato per traffico di stupefacenti. Ritenuto un personaggio vicino al clan Scu dei fratelli Tornese, nel 2011 fu destinatario di un provvedimento di sequestro preventivo di beni, del valore di oltre 1,5 milioni di euro, che si trasformò in confisca, eseguita dalla Dia di Lecce nel 2015.