MELISSANO (Lecce) – Voleva denunciare il marito. Non ce la faceva più a sopportare umiliazioni, vessazioni e maltrattamenti che andavano avanti da tempo. E quell’intenzione annunciata in maniera chiara dalla donna al marito ha mandato su tutte le furie l’uomo. C.B., ieri mattina, è andato in tilt cospargendo di alcol il corpo della moglie per darle fuoco. “Ti ammazzo”, le avrebbe detto. Ecco il retroscena (ma non l’unico) dietro il tentato omicidio. Dalle prime scarne informazioni pare che i rapporti tra i due coniugi erano ormai logori. I litigi andavano avanti da tempo. E la donna aveva ormai maturato la decisione di denunciare il coniuge.

La coppia era sposata da decenni. Originaria di San Pietro Vernotico, aveva vissuto per anni in Germania prima di fare rientro nel Salento. E a Melissano, in via Genova, si erano trasferiti di recente spostandosi dal vicino comune di Racale. “Non li conoscevo”, commenta il sindaco, Alessandro Conte. “Non erano seguiti dai nostri servizi sociali. Ma il fatto in sé per sé è estremamente grave. Un comportamento del genere è incommentabile. Il peggio del peggio sia di questa persona sia di chi, come lui, usa violenza delle donne. Per queste persone dovrebbe esserci una pena infinita. Non dovrebbero uscire più dal carcere”.

Dura presa di posizione anche della ministra delle politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova che affida il proprio commento in un post sulla propria pagina Facebook ha così commentato il grave episodio: “Lecce un uomo ha cercato di uccidere la moglie dandole fuoco. Un atto di violenza gravissimo. Fortunatamente la donna è riuscita a chiamare le forze dell’ordine in tempo, rimanendo solo leggermente ferita. Ma questo ennesimo tentativo di femminicidio sottolinea nuovamente il rafforzarsi di una pericolosa emergenza che, in particolare durante la crisi Covid, coinvolge migliaia di donne, madri, figlie, sorelle, amiche.
Abbiamo messo in campo tanti strumenti per sostenere le donne e permettere loro di sottrarsi a minacce e intimidazioni. Ma quando si è in trappola non è facile chiedere aiuto.
Per questo abbiamo bisogno di compiere tutti uno sforzo ulteriore. Consolidando ulteriormente tutti gli strumenti a nostra disposizione e se necessario individuandone di nuovi. E rafforzando l’autonomia delle donne, sostenendole con determinazione nella presenza sul mercato del lavoro tramite adeguata rete di servizi. Perché la violenza non cesserà se non sconfiggeremo tutte quelle dinamiche che limitano l’indipendenza delle donne a livello economico, sociale, politico e individuale”.

 

Ma ripercorriamo quanto accaduto ieri mattina. In carcere il 72enne è finito veramente così come disposto dal pubblico ministero di turno, il sostituto procuratore Massimiliano Carducci, sulla scorta delle indagini flash condotte dai carabinieri. La donna ha avuto la prontezza di allertare le forze dell’ordine. Con le urla è riuscita a uscire fuori. Per poi rientrare, prendere il telefono e comporre il numero di emergenza. A quel punto il marito l’ha scaraventata per terra cospargendo il corpo di alcol. Era a terra. In uno stato pietoso quando sono arrivati in casa, dopo pochissimi minuti, i carabinieri della stazione di Melissano, agli ordini del maresciallo Alessandro Borgia. Il marito aveva ancora in tasca l’accendino (sequestrato insieme a un taglierino e ad alcuni indumenti) ed è stato bloccato prima che potesse compiere un femminicidio. La casa era tutta a soqquadro. Cocci scaraventati per terra; suppellettili danneggiate perché l’anziano ha cercato di colpire la donna lanciandole addosso più oggetti. La signora, fortunatamente, sta bene. Non si è reso necessario il ricovero in ospedale. Ha riportato qualche lieve ferita sbattendo violentemente il bacino per terra così come accertato dal suo medico. Il marito, invece, è stato trasferito in carcere.

E in carcere Cosimo Bari, difeso al momento dell’avvocato Giuseppe Caputo, comparirà per l’udienza di convalida per respingere l’accusa di aver tentato di ammazzare la moglie perché voleva denunciare anni e anni di soprusi e umiliazioni.