MERINE (Lecce) – Saranno visionate le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nella piazza di Merine (la frazione di Lizzanello) dove il 20 novembre Andrea Signore avrebbe accoltellato Mattia Pascali, uno dei gestori del bar “Antica Caffetteria del Popolo”. Il gup Sergio Tosi, il giudice davanti al quale si sta celebrando il processo in abbreviato, ha accolto l’istanza degli avvocati dell’imputato, i legali Fulvio Pedone e Angelica Angelini. Si tratta di un filmato estrapolato dal consulente tecnico che, di fatto, non è mai stato visionato. Per la gravità de fatto, il giudice ha ritenuto doveroso acquisirlo per accertare con precisione la dinamica del ferimento.

Dovranno essere appurate le tempistiche; comprendere chi ha colpito chi e per quanto tempo e se uno dei due ha reagito per difendersi. Perché, secondo le risultanze di alcune indagini difensive, dall’acquisizione delle testimonianze delle persone sentite a sommarie informazioni la dinamica dell’accoltellamento potrebbe essere differente diversa. In giornata Mattia Pascali si è costituito parte civile con l’avvocato Francesco Vergine. Ora sta bene, almeno da un punto di vista squisitamente fisico. Ma ha riportato dei danni estetici permanenti. E la richiesta risarcitoria sarà anche sostanziosa nella prossima udienza fissata per il 5 giugno quando l’imputato comparirà nuovamente in videoconferenza dal carcere dove è sempre detenuto nonostante oggi gli avvocati avessero presentato un’istanza di scarcerazione rigettata dal giudice.

Secondo quanto accertato dalle indagini condotte dai carabinieri della Sezione radiomobile di Lecce insieme ai militari di Lizzanello a scatenare i momenti di violenza gratuita sarebbe stato il mancato pagamento di alcune consumazioni. Il 47enne si sarebbe scagliato contro Mattia Pascali rapidamente soccorso e trasportato a sirene spiegate presso l’ospedale di Scorrano dove il 29enne venne sottoposto ad un intervento chirurgico all’addome.

Le indagini vennero avviate nell’immediatezza e consentirono di arrestare il responsabile. Nelle vicinanze del bar, i carabinieri ritrovarono anche il coltellino con cui Signore ferì il giovane.  La difesa, però, al netto dellla gravità dell’episodio, ha sempre sostenuto come la reazione del proprio assistito sia stata dettata da una precedente lite: Tesi confermata dal fatto che Signone venne accompagnato a sua volta all’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase per alcune lievi escoriazioni. E che potrebbe emergere dalla visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza che, sinora, non erano mai state visionate.