Stazione CC Melissano

MELISSANO (Lecce) – Il marito è libero. Non tornerà nell’abitazione di via Genova dove, invece, continuerà a vivere la moglie. Ma l’inferno della donna rimarrà impresso nella sua mente. E chissà se è terminato. Se qualche colpo di ira e di rabbia non possa riservare un finale diverso in questa ennesima storia di presunte violenze domestiche. E chissà, in quel caso, quali saranno i commenti. Perché per 40 anni, la donna è rimasta in balìa di un uomo irascibile e violento. Sin dal 1970 quando la coppia è convolata a nozze.

Sia durante la permanenza in Germania che quando la coppia rientrava in Italia per trascorrere le vacanze estive, a San Pietro Vernotico prima di trasferirsi a Melissano. La violenza avrebbe fatto da cornice al matrimonio. Uno di quei casi in cui l’odio si alimenta con il silenzio e la paura della vittima che sceglie di non denunciare per non subire ulteriori ritorsioni. Come sarebbe accaduto alla 70enne di Melissano nell’ultima storia di presunte molestie nel Salento sulla quale è persino intervenuta la ministra Teresa Bellanova con un post su Facebook. Maltrattata in tante tante occasioni. Flash di vita affiorati nei giorni scorsi e messi nero su bianco nell’ordinanza disposta dal gip con cui ha convalidato l’arresto e rimesso in libertà il marito.

Nella pagine dell’ordinanza c’è la storia di una donna che ha urlato la sua paura solo quando ha raggiunto una caserma dei carabinieri. Non sarà stato facile rispolverare quanto accaduto nel lontano 1975. Racconta di essere stata spinta contro una pentola di acqua bollente riportando ustioni di secondo e di terzo grado. Ma lei non ha denunciato. Sarebbe andata avanti. Fandonie? Illazioni? Forse. Per il marito la donna soffrirebbe di allucinazioni. Una tesi che ha convinto il giudice ad approfondire le eventuale problematiche di cui l’anziana effettivamente soffrirebbe. La tesi difensiva dovrà essere verificata.

Quantomeno con l’acquisizione della documentazione sanitaria che attesti i disturbi della personalità che minerebbero l’attendibilità del suo racconto. Un racconto che si è arricchito di altri episodi sconcertanti. Anni dopo sarebbe stata spinta avrebbe riportato una frattura. Fino ai giorni nostri. In pieno lockdown quando l’obbligo di rimanere in casa, condividere spazi in comune senza poter godere di qualche istante di libertà, avrebbe acuito esponenzialmente la gravità degli episodi. settimane fa la donna sarebbe stata minacciata di morte con un taglierino e di essere sgozzata. O come accaduto di recente quando sarebbe stata insultata e sollecitata ad impiccarsi con una corda.

Vita matrimoniale o inferno? E se denuncia di essere stata cosparsa di alcol possibile che abbia fatto tutto da sola? L’uomo ha fornito questa spiegazione davanti al giudice. Respingendo le accuse come riportiamo in un altro articolo. Il giudice lo ha rimesso in libertà ma non dispensa parole dolci nei confronti dell’uomo. Per anni ha avuto un atteggiamento violento degenerato negli ultimi tempi con minacce, istigazione al suicidio a certificare i gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato che, se non venisse sottoposto ad una misura cautelare, potrebbe commettere altri gravi delitti. Dall’altra, però, ci sono le dichiarazioni di un figlio della coppia e dell’indagato.

Che gettano più di qualche dubbio sull’attendibilità della testimonianza della donna minata da una personalità border line. Soffrirebbe di allucinazioni. Così forti, a dire del marito, che avrebbe ribaltato la dinamica su quanto accaduto due giorni fa. A dimenarsi a terra sarebbe stata la donna. A gettarsi l’alcol sarebbe stata la donna. A gettare la mobilia per terra sarebbe stata sempre lei. E tutta la sequela di maltrattamenti denunciati? Anche quelle allucinazioni? Gli sviluppi dell’indagine appureranno chi in questa storia sia la vittima e il carnefice o se qualcuno abbia indossato una veste esteriore, un’altra interna, una doppia pelle, quasi fosse frutto di un atteggiamento bipolare.