MELISSANO (Lecce) – A cospargersi di alcol sarebbe stata la moglie affetta da una patologia psichiatrica da anni. Si è difeso così C.B., nel corso dell’udienza di convalida che si è svolta con le modalità da remoto: l’avvocato Giuseppe Caputo dal suo studio; il giudice nel suo ufficio al quinto piano del Palazzo di Giustizia e l’arrestato dal carcere di Borgo “San Nicola”.

Il 72enne, residente a Melissano, ha respinto con fermezza tutte le accuse nel corso di un interrogatorio durato circa un’ora. E ha ribaltato la dinamica, ripulito la sua immagine e delineato un profilo della moglie border line a causa di alcune problematiche psichiatriche che affliggerebbero la donna da tempo. Nello specifico allucinazioni paranoiche. Tanto che quando vivevano in Germania venne ritrovata dalla polizia per strada in stato confusionale. A testimonianza delle sue dichiarazioni la difesa ha prodotto una relazione del figlio che comproverebbe le patologia di cui soffrirebbe la presunta vittima del tentato omicidio.

A dire dell’arrestato si sarebbe trattato di una messinscena della moglie in una delle sue crisi. Perché spesso si rifiuterebbe di seguire la terapia che le è stata prescritta. E sposati da ormai 50 anni vorrebbe ritornare in Germania. Da qui i battibecchi e le liti. Ma, a dire dell’uomo, le tensioni in casa sarebbero giustificate sempre e solo da approcci, magari bruschi, di tutelare la salute mentale della moglie che spesso si ostina a non assumere le medicine. E che reagisce in malo modo. A cospargersi il corpo di alcol sarebbe stata la donna, quindi. A gettarsi a terra sarebbe stata la donna. A lanciare le tazzine per terra sarebbe stata sempre la donna. E l’accendino che il marito aveva nelle tasche ritrovato dai carabinieri della stazione di Melissano? L’aveva con sé perché fuma.

Eppure, appena due giorni prima, la donna si era recata in caserma per denunciare il marito. Una corposa denuncia è già finita in Procura sul tavolo del pubblico ministero Luigi Mastroniani (in forza al pool dei magistrati che si occupano dei reati contro la persona) con cui la 70enne ha raccontato dei continui litigi con il marito. E quando ieri, come ricostruito dai militari, ha minacciato il coniuge di denunciarlo, aveva bluffato. In caserma era già stata. Ma poi era ritornato il sereno in casa, a dire del marito. La difesa, a fine udienza, ha chiesto un’attenuazione della misura in carcere richiesta dal pubblico ministero Massimiliano Carducci. Il giudice scioglierà le riserve nelle prossime ore.

Un caso di violenza di genere, sulla base delle indagini condotte dai militari della stazione di Melissano agli ordini del maresciallo Alessandro Borgia, che aveva fatto scattare l’indignazione della ministra delle politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova che, con un post su Facebook, aveva commentato il grave episodio ridimensionato dal marito della donna, ora, al centro di un caso: vittima di un uomo violento o persona border line per via di alcune patologie psichiatriche tanto da gettarsi dell’alcol addosso?