Il pubblico ministero Paola Guglielmi

POGGIARDO (Lecce) – Aveva un tasso alcolemico nel sangue superiore a quello accertato subito dopo la tragedia. Non 3,1 g/l come rilevato dai carabinieri nell’immediatezza dell’incidente ma 3,48 sulla scorta di una successiva consulenza. C’è questo dato inedito messo nero su bianco nell’avviso di conclusione, a firma del pubblico ministero Paola Guglielmi, a carico di Fabian Palma, il 44enne di Poggiardo, ai domiciliari dal 30 novembre quando travolse e uccise l’infermiera Tatiana Renna in sella alla sua mountain-bike sulla Maglie-Poggiardo. Il conducente dell’auto risponde di omicidio stradale aggravato dall’abuso di alcol e dall’elevata velocità.

Palma, quella sera, si trovava alla guida di un’Opel Corsa. Avrebbe superato un incrocio ad elevata velocità travolgendo l’infermiera 32enne, originaria di Cellino San Marco, che si era fermata per dare la precedenza salvo poi riprendere a pedalare. L’impatto è stato tanto violento quanto letale. Palma, così come accertato da una consulenza sulla dinamica del sinistro, viaggiava ad una velocità tra gli 85 e i 90 km/h su un tratto di strada in cui il limite è di 50 km/h. L’impatto si rivelò estremamente violento. La ragazza fece un balzo di 20 metri e morì sul colpo. A nulla è servito l’intervento dei sanitari del 118 allertati dallo stesso automobilista fermatosi alcune decine di metri lontano, nei pressi di una stazione di servizio.

Gli accertamenti dei carabinieri hanno appurato come Fabian Palma avesse un tasso alcolemico di 3,1 g/l schizzato a livelli superiori dopo una nuova consulenza affidata dalla Procura alla biologa Maria Corbelli. L’uomo, però, si è sempre difeso. Nel corso dell’udienza di convalida, assistito dagli avvocati Luigi e Arcangelo Corvaglia, ha spiegato che il tasso alcolemico nel sangue sarebbe stato alterato dalle massicce dosi di medicinali che assume perché di lì a breve si sarebbe dovuto sottoporre ad un delicato trapianto e che proprio per le precarie condizioni di salute

Una tesi ribadita anche davanti al Tribunale del Riesame che confermò comunque la misura cautelare tuttora applicata all’uomo. I familiari della vittima sono assistiti dagli avvocati Marcello Pennetta e Gino Gioffredi e potranno costituirsi parte civile.