LECCE – Nonostante l’ordinanza emanata dal presidente Emiliano, che nei giorni scorsi ha dato il placet alla ripresa degli allenamenti a contatto pieno per le associazioni sportive del territorio pugliese, la Galatina Taekwondo Asd del maestro Giuseppe Pizzolante ha preferito predicare la calma e la prudenza continuando ad allenare i propri allievi seguendo ancora e scrupolosamente il protocollo di sicurezza anti-Coronavirus. “Sino a quando il segnale del via libera non partirà dai vertici della Federazione Italiana Taekwondo, la Galatina Tkd proseguirà i propri allenamenti rispettando le normative nazionali contro il contagio da Covid 19 – spiega Pizzolante -. Tra l’altro la Fita non ci ha lasciato in balìa delle onde perché ha predisposto contributi sia per noi allenatori che per le associazioni, in base al numero dei tesserati. Quindi a mio giudizio la federazione è stata molto attenta alle esigenze della società”.

Il maestro galatinese sta guidando i propri tesserati attraverso allenamenti eseguiti all’aperto. Una modalità che ha convinto le famiglie dei ragazzi e dei bambini alla ripresa dell’attività fisica dopo il lockdown. “La mia palestra è composta da minorenni, quindi ho escogitato questi allenamenti open per fare stare tranquilli i genitori dei miei allievi”. Ad ogni modo, il movimento pugliese del taekwondo continua a navigare in un mare senza meta. Dopo l’annullamento di tutte le gare a causa della pandemia, non è ancora stato stilato dalla federazione un programma che preveda le date delle numerose competizioni, che ogni anno riempiono i palazzetti con centinaia e centinaia di atleti sui tatami del panorama nazionale e internazionale.

“Credo che entro questa estate si svolgeranno gli esami di cintura nera – prosegue Giuseppe Pizzolante -, ma con ogni probabilità non ci saranno combattimenti. Gli atleti infatti colpiranno un bob manichino di gomma per essere giudicati. Per il resto purtroppo è ancora tutto fermo”.  Il direttore tecnico della rappresentativa regionale dì taekwondo, infine, ha fatto un passo indietro tornando con la mente ai tempi della quarantena: “A differenza di altri maestri ho preferito non allenare i miei allievi in maniera virtuale per ragioni di sicurezza. Perché credo che, soprattutto quando si allenano dei minori, il maestro debba sempre essere presente fisicamente. Ho lavorato invece sul piano umano e psicologico motivando i ragazzi e le famiglie in un periodo molto delicato e pieno di paura”.