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Alla scoperta di “Terre di Cerrate”: la nuova accoglienza marchiata made in Sud

di Chiara Rosato

SALENTO – Abbiamo fatto un giro nell’agro di Santa Maria di Cerrate, alla scoperta del ricco patrimonio agricolo, architettonico e paesaggistico delle “Terre di Cerrate”. Un tour di promozione nell’antico “feudo” che si estende nell’entroterra a confine tra Squinzano, Trepuzzi e Surbo e che si allunga fino alle coste adriatiche.

Il progetto Cerrate, acronimo di accoglienza turistica ed enogastronomica, mette insieme antiche dimore agresti ristrutturate e aziende agricole del territorio, con a capo la nota abbazia e un unico intento: sviluppare il parco agricolo e far rivivere l’economia rurale e turistica della zona. Si tratta di dodici masserie fortificate, sei agriturismi, dieci ciclo-itinerari, tre frantoi e altrettanti musei, camminovie millenarie e aree boschive. Un patrimonio storico, agricolo, architettonico e paesaggistico da tutelare e promuovere, sorretto da una tipologia di turismo più lenta e sostenibile. Queste le fondamenta di “Terre di Cerrate” che, con l’aiuto di Regione Puglia, mira ad una nuova accoglienza turistica, attraverso attività e investimenti.

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Tra questi, un Educational tour di tre tappe che ha visto la partecipazione di giornalisti, blogger, esperti e buyer. L’ultimo appuntamento si è tenuto qualche giorno fa, con un tour dedicato all’olio Extravergine d’oliva, nettare del territorio. Parliamo di un’olivicoltura in forte ripresa in cui la Rete d’Impresa ha avviato un programma di produzione a marchio unico. Ospitalità, dunque, nel segno della rinascita di terre martoriate dall’epidemia di xylella, tra uliveti, vigneti, pascoli e molto altro. Ma anche promozione di prodotti agroalimentari di alta qualità, espressione di biodiversità agricola e alta cura nella lavorazione. A testimoniarlo, durante il tour, la degustazione di prodotti locali offerta da “Masseria Ogliarola”, lì dove gli ospiti hanno assistito allo spettacolo sensoriale “Cumpanaggiu. Il pane e il resto” allestito da Teatro Koreja: un viaggio-racconto della filosofia intrinseca a queste terre attraverso la messa in scena dei suoi prodotti tipici, commestibili e non.

Cuore vivo del progetto è l’abbazia Santa Maria di Cerrate, struttura romanica dalla storia millenaria, situata lungo la via che da queste terre porta al mare. Protetto dalle campagne salentine, il complesso risale al Medioevo e, dopo il susseguirsi di diverse fasi vitali, dal 2012 è in custodia del FAI. Oggi l’abbazia è protagonista di un’operazione di restauro conservativo che la sta riportando allo splendore originale, conquistando in definitiva un posto tra le tappe obbligatorie dei visitatori nel Salento.

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Della rete di imprese “Terre di Cerrate” fanno parte: Agricola Taurino, Azienda Agricola Cerrate, Oleificio Mongiò, Salvatore Mongiò, Tenuta La Badessa, Masseria Caretti Grande , Masseria Provenzani, Perla Hotel, Masseria Melcarne, Azienda Agricola Gli Ulivi, Azienda Agricola La Fiorita, Società Agricola IGEA, Masseria Ospitale,Tenuta Caretti, Fun & Vacation Salento S.r.l e Azienda Agricola Dr. Angelo Pezzuto (Chiesa di San Giuseppe c/o Masseria Casa di Mosto).

 

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