HomeAttualitàSISA & Made in carcere insieme per l’ambiente e il sociale

SISA & Made in carcere insieme per l’ambiente e il sociale

di Giorgia Durante

LEQUILE – A volte i piccoli gesti possono fare la differenza. Come acquistare quella che apparentemente può sembrare una semplice borsa della spesa, ma che in realtà racchiude al suo interno speranza, voglia di riscatto e desiderio di ricominciare.

In occasione delle Festività Pasquali, “Supercentro SPA” lancia un’iniziativa di sostenibilità ambientale e inclusione sociale, in collaborazione con la Onlus del brand  “Made in Carcere”: dal 7 aprile, infatti, tutti i clienti dei supermercati IPERSISA, SISA E QUICK SISA di Puglia, Basilicata e Calabria del Gruppo Supercentro potranno acquistare, ad un prezzo speciale, le coloratissime borse realizzate artigianalmente dalle donne detenute nelle carceri di Lecce e di Trani.

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Lo scopo del progetto è quello di consentire, tramite il lavoro, una possibilità di reinserimento sociale a persone che forse, in questo, non speravano più. Ogni acquisto, infatti, contribuirà a pagare lo stipendio di tutte quelle donne in stato di detenzione che, con le loro macchine da cucire e con la loro forte determinazione, hanno realizzato questi piccoli capolavori, fatti di amore e dignità.

Integrazione sociale ma anche tutela ambientale: le borse, infatti, sono state prodotte con tessuti e materiali di recupero, in modo da offrire anche a loro una “seconda vita”, e sono in totale 10.000.

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A ideare l’iniziativa la fondatrice di “Made in Carcere” Luciana Delle Donne la quale, da tempo, ha scelto di vivere a stretto contatto con questa dura realtà, sostenendo le persone in difficoltà. Ma senza l’appoggio e il supporto del Supercentro SPA, che opera nella distribuzione alimentare dal 1996 con una rete multicanale di oltre 150 punti vendita, tutto questo non si sarebbe potuto realizzare, proprio come ha sottolineato la stessa Luciana Delle Donne nella conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, tenutasi questa mattina a Lequile presso la sede operativa di Officina Creativa Onlus, alla quale ha preso parte proprio l’amministratore di Supercentro Spa, Leonardo Giangrande.

Presente all’incontro anche il sindaco di Lequile, Vincenzo Carlà, che ha da sempre sostenuto questo progetto e più in generale, il brand sociale Made in Carcere, tanto da avere, in passato, collaborato insieme a questo a due altre iniziative: la creazione di gadget con il marchio “Era ura”, grazie alla vendita dei quali è stato possibile riparare l’orologio comunale fermo da circa 15-20 anni, e la produzione, durante il periodo della pandemia, di migliaia di mascherine che si sono rivelate fondamentali e sono state distribuite in tutto il Salento.

Ad evidenziare l’importanza di questa iniziativa ai fini della prevenzione della recidiva è stata poi Mariateresa Susca, direttrice della Casa Circondariale Borgo San Nicola di Lecce: poche sono, infatti, le persone che dopo aver lavorato in carcere, vi hanno fatto rientro, una volta usciti.

Ma Officina Creativa con i brand sociali “Made in Carcere” e “2nd Chance”, oltre ad operare dal 2008 nelle carceri di Lecce, Trani, Matera e Bari ha anche supportato l’avvio di alcune sartorie sociali di periferia sparse in Italia. Tra queste vi è la “167 revolution”, che da due anni è stata aperta proprio nella periferia del capoluogo salentino e della quale è presidente Antonia di Francesco. Chimica e naturopata di professione, nella sua sartoria può accogliere donne o uomini in stato di semilibertà; oltre a rivestire questo ruolo, però, è anche referente del progetto Bil (benessere interno lordo) che mira ad aiutare le persone che si trovano in uno stato di fragilità, cercando di evitare che queste possano lasciarsi andare allo sconforto. Attraverso la misurazione del campo energetico, infatti, la dottoressa è in grado di monitorare il loro benessere prima, durante e dopo il percorso.

L’acquisto di queste borse rappresenta, dunque, un vero e proprio gesto di solidarietà. E se la solidarietà diventerà un fenomeno di massa, saremo tutti più liberi.

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