HomeCronacaL'Istituto per ciechi truffava i non vedenti? Prosciolti in 21

L’Istituto per ciechi truffava i non vedenti? Prosciolti in 21

LECCE – Sei assoluzioni e 21 proscioglimenti per intervenuta prescrizione. Questo l’esito del processo sui finanziamernti in odor di truffa che avrebbero interessato l’Istituto per ciechi “Anna Antonacci” di Lecce. A stabilirlo è stata la giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Milano, Fiammetta Modica, che ha sancito come non si debba svolgere alcun processo.

L’assoluzione nel merito, per non aver commesso il fatto, è stata accordata per il dirigente pro-tempore del servizio politiche sociali della Provincia (fino al gennaio 2014) Gilberto Selleri, 70 anni, di Lecce, e del suo successore Massimo Evangelista, 68, di Lecce, della funzionaria e responsabile del procedimento Elisa Paladini, 52 anni, di Monteroni, e di una dipendente dell’Ente Giuseppina Carluccio, 45, di Otranto; dei due leccesi Giuliana Paciolla, di 38 anni, e Ivan Salvatore Raganato, 43; Maurizio Antico, 62 anni, di Galatone, rappresentante legale dell’istituto, e del vicepresidente Antonio Donno, 54, di Lecce.

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Sul bando degli imputati rischiavano di finire anche Giovanni Dell’Onze, 57 anni, di Lequile; Filippo Calò, 56, di Tuglie; Roberto Martini, 56, di Lecce; Massimo Cervelli, 39, di Lecce; Patrizia Palumbo, 52 anni, di Lequile; Antonietta Argentiero, 36, di Lecce; Luana Frusi, 36, di Lecce; Valeria Felino, 37, di Taranto; Marina Congedo, 41, residente a Udine; Andrea Fiorucci, 38, di Lecce; Fabio Alessandro Musci, 41, di Lizzano; Domenico Argentiero, 29, di Carovigno; Alessio Zampino, 35 anni, di Merine (frazione di Lizzanello).

L’inchiesta, condotta dai militari della guardia di finanza di Lecce, è stata coordinata dal sostituto procuratore Maria Vallefuoco, che nell’avviso, notificato nel giugno dello scorso anno, non mutava il quadro accusatorio contestato agli stessi indagati il 5 luglio del 2017 quando le fiamme gialle eseguirono un sequestro di 516mila euro l’equivalente, secondo gli inquirenti, della truffa contestata da investigatori e inquirenti.

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Secondo le indagini condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, allora diretti dal colonnello Nicola De Santis, l’Istituto per ciechi avrebbe ottenuto dei fondi per complessivi 260mila euro nell’ambito del progetto relativo all’attivazione di un centro diurno con diverse attività di laboratorio. Spulciando le fatture e sentendo alcuni testimoni, le fiamme gialle avrebbero documentato come parte di quei fondi sarebbe stata “dirottata” per sostenere spese estranee al progetto. Non, quindi, all’adeguamento dei laboratori, ma alla riconversione degli ambienti in struttura turistica aperta a tutti. Un riscontro venne trovato nelle carte che documentavano un soggiorno nella struttura, dal 15 marzo al 31 luglio 2013, di ben 878 ospiti molti dei quali stranieri, ma solo due ciechi ed un altro invalido.

Venivano poi ipotizzate due frodi nei confronti della Regione. La prima da 50mila euro riguarda i fondi del progetto Handymatica. Dalle indagine sarebbe emerso che nel rendiconto delle spese sarebbero state utilizzate le stesse fratture presentate agli uffici provinciali. Spese che, a parere degli investigatori, non avrebbero avuto nulla a che fare con le attività di laboratorio per i non vedenti. Infine, sempre dalla Regione, l’istituto per Ciechi avrebbe beneficiato di contributi per gli anni scolastici 2011/12, 2012/13 e 2013/14. Contributi per il servizio di tempo pieno, per la dotazione di attrezzature tecniche e per assegni di studio per l’integrazione scolastica. Le indagini, però, avrebbero rilevato un’altra verità: corsi fittizi e non effettuati, servizi mai resi agli utenti, ore di assistenza gonfiate. S

Nel corso delle indagini il Riesame aveva revocato il sequestro preventivo disposto per Carluccio, Evangelista, Selleri e Paladini. Il pm Maria Vallefuoco presentò comunque ricorso in Cassazione per la sola Paladini (difesa dall’avvocata Roberta Romano) dichiarato inammissibile dalla Suprema Corte.

Il resto del collegio difensivo è completato dagli avvocati Anna Inguscio, Giuseppe Terragno, Anna Centonze, Silvio Verri, Stefano Maggio, Roberto Gualtiero Marra, Andrea Conte, Luigi Suez, Americo Barba, Andrea Starace, Cristiano Solinas, Tommaso Stefanizzo, Luigi Rella, Luciano De Francesco, Domenico Bitonto, Angelo Masini, Alessandro Liliana Tomasi e Gianfranco Gemma.

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