“Operazione Canasta”, aste giudiziarie ed estorsioni: arrivano 15 condanne e un risarcimento per Equitalia

operazione_canasta2NARDO’ (Lecce) – Dopo una lunga e articolata indagine ed un’istruttoria ferma al palo per mesi, a distanza di anni arriva il conto della giustizia nel processo “Canasta”. Sono quindici le condanne  inflitte dai giudici della seconda sezione. L’indagine della Finanza consentì di smantellare nel novembre di sei anni fa un presunto cartello che avrebbe monopolizzato il mondo delle aste giudiziarie. I giudici della prima sezione penale (Presidente Gabriele Perna) hanno inflitto 9 anni e 6 mesi di reclusione a Giancarlo Carrino, 54, di Nardò, che avrebbe gestito il redditizio mondo dell’esecuzioni immobiliari (a fronte dei 6 anni di reclusione invocati dal procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone).

Sarebbe stato proprio il faccendiere neretino, come evidenziato dalle numerose intercettazioni telefoniche, ad intrecciare in prima persona i rapporti con i fratelli Padovano. Di seguito tutte le altre condanne:  6 anni e 2 mesi a Ferruccio Piscopiello, 63, di Melissano, in qualità di amministratore delegato della Seta (e noto anche per essere stato sindaco del suo Comune, per il Pd) (4 anni la richiesta del procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone); 3 anni a Carmelo Tornese, 70, di Lecce, nel ruolo di direttore dell’Ivg di Lecce (4 anni); 9 anni a Luigi Dell’Anna, 70, di Nardò, amministratore della Cm Sas (3 anni e 6 mesi); 6 anni e 2 mesi per Francesco Russo, 63, di Nardò, salito alla ribalta per il tentato omicidio di Gianni Calignano, (3 anni e 6 mesi); 6 anni a Gregorio Mellone, 63, di Nardò (3 anni e 4 mesi); 2 anni a Elio Dell’Anna, 62 anni, di Monteroni, nel ruolo di comandante dei carabinieri presso la sezione di polizia giudiziaria (3 anni).

Poi: 3 anni a Rossana Tornese, 43, di Lecce, titolare dell’Ivg (1 anno); 2 anni a Marta Luciana Schito, 52, di Sanarica, imprenditrice (8 mesi). Poi ancora: 1 anno a Marco Palmieri, 45, di Lecce, commercialista (6 mesi); 1 anno e 2 mesi a Biagio Terragno, 54, di Galatone, dipendente di Equitalia (6 mesi); 1 anno e 1 mese a Francesco De Girolamo, 48, di Sava, dipendente di Equitalia (6 mesi). Inoltre: 1 anno e 3 mesi a Rosario Bizzarro, 63, di Nardò, altro dipendente di Equitalia (6 mesi); 3 anni e 6 mesi a Pantaleo Colazzo, 40, di Collemeto per il quale il pm aveva chiesto l’assoluzione); 1 anno e 6 mesi a Luigi Sparapane, 58, di Galatone (a fronte della richiesta di assoluzione). Le accuse, a vario titolo, erano quelle di estorsione, turbativa d’asta, abuso d’ufficio, peculato, corruzione, falsità materiale e ideologica.

"Operazione Canasta", aste giudiziarie ed estorsioni: arrivano 15 condanne e un risarcimento per Equitalia - Corriere SalentinoL’articolato dispositivo prevede anche altro: la sospensione della pena per Maria Lucia Schito, Marco Palmieri, Biagio Terragno, Francesco De Girolamo, Rosario Bizzarro ed Elio Dell’Anna. Sempre Maria Lucia Schito, Luciana Dell’Anna, Luigi Carrino, Giancarlo e Colazzo Pantaleo sono stati dichiarati incapaci di cntattare con la pubblica amministrazione per tre anni. Biagio Terragno, Francesco De Girolamo, Rosario Bizzarro e Giancarlo Carrino sono stati condannati al risarcimento dei danni patrimoniali in favore di Equitalia (assistita dall’avvocato Antonella Corvaglia) per complessivi 30mila euro.

Sono stati assolti con la formula “perchè il fatto non sussiste”: Fabio Corvino, 49, di Lizzanello, commercialista, (assistito dall’avvocato Luigi Covella) per il quale il pm aveva chiesto 2 anni e 6 mesi; Enzo Benvenga, 73, di Gallipoli, politico locale di spicco del Pdl e Sandro Quintana, 41, di Gallipoli, ex capogruppo dell’Udc provinciale. Per i tre si chiude una vera e propria odissea che si è prolungata per sei lunghi anni. Per tutti gli altri imputati è stato sollecitato il non doversi procedere perché nel frattempo si è abbattuta la mannaia della prescrizione: Antonio De Benedetto, 40 anni, di Taviano; Evaristo De Vitis, 32, di Squinzano (8 mesi); Rosalba EnricoAlba Errico, 53, di Squinzano; Ubaldo Walter Ronzini, 50, di San Donato (8 mesi); Antonio Tornese, 50, di Lecce, dipendente dell’Ivg; Maria Giovanna Pitardi, 39, di Bagnolo del Salento, imprenditrice; Lucio Frassanito, 76, avvocato, di Monteroni; Raffaele Gambuzza, 30, di San Cesario di Lecce, dipendente dell’Ivg; Cosimo Magnolo, 53, di Taviano; Giuseppe Erriquez, 60, di Nociglia e Fabiola Orlando, 50, di Neviano, (assistita dall’avvocato Giuseppe Corleto), ufficiale di riscossione di Equitalia, esclusa l’ipotesi di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (2 anni e 6 mesi).

L’INDAGINE – “Un sistema marcio su più livelli e nonostante molti reati andranno prescritti spero che questa inchiesta serva da insegnamento” raccontò il magistrato in aula. “Un cartello che gestiva in maniera monopolistica impedendo al privato di accedere al settore delle aste giudiziarie”, ha poi proseguito il magistrato. Ed effettivamente le parole del pm ricalcavano l’esito delle indagini della Finanza: gli interessi del malaffare e della criminalità organizzata nel mondo delle aste giudiziarie per i beni mobiliari e immobiliari del Salento. Un sistema composito e variegato composto da insospettabili professionisti e di connivenze di uomini d’affari e pubblici ufficiali. Sullo sfondo due consorterie criminali storiche: il clan dei Padovano di Gallipoli e dei Coluccia di Galatina, che avevano monopolizzato il business delle aste giudiziarie.

Il collegio difensivo era completato dagli avvocati Michelangelo GorgoniVincenzo VenneriPaola ScarciaBiagio PalamàGianpiero Geusa, Paola Scialpi, Massimo FasanoGaetano CentonzeAntonio Savoia, Luigi CorvagliaPaolo NuzzoFabio LazariLuigi Suez, Massimo ZeccaUmberto LeoGiuseppe BonsegnaFrancesca ConteLucio CalabresePantaleo CannolettaLadislao MassariAnna Maria CiardoMaurizio MemmoAntonio Bolognese, Luigi RellaAlberto Alfieri.

F.Oli.