Attorno ai principali artefici della truffa da quasi 16 milioni ruotava “un’articolata e sistematica realizzazione di profitti illeciti”. Complessivamente sono 43 le persone indagate e 17 le società. Grazie all’intermediazione di complici e prestanome l’organizzazione avrebbe creato numerose società, operative solo in apparenza. Anche se prive di capacità economica, venivano aperte posizioni contributive, nominati i delegati aziendali presso l’Inps, con la richiesta di apposite credenziali per l’accesso al portale per le dichiarazioni fiscali.

In realtà, scrive il gip, “si trattava (e si tratta) di imprese con scarsa capacità economica, alcune prive di dipendenti o con scarsissima forza lavoro, create poco prima della presentazione dei modelli F24  “a saldo zero” e  non idonee alla maturazione dei crediti fiscali vantati”. Le società fittizie “inviavano i modelli F24 riferiti a posizioni debitorie e creditorie inesistenti, corredati del visto di conformità per la più parte reso da professionisti ignari. Quindi – continua il gip – procedevano alla richiesta di accredito degli indebiti flussi di denaro in favore di ignari fondi pensione o enti bilaterali, nei confronti dei quali seguiva la richiesta di rimborso per “errato versamento” o “errata contribuzione”. Tra i crediti tributari e previdenziale usati in compensazione, anche il “bonus Renzi”, ossia il credito per famiglie numerose introdotto dal governo dell’ex presidente del Consiglio. “A rendere più odioso il meccanismo fraudolento – si legge nell’ordinanza – vi è la circostanza che il sodalizio utilizzava i codici fiscali di ignari professionisti, alcuni per altro deceduti”.

Tra gli enti bilaterali – associazione costituite da sindacati e organizzazioni di datori di lavoro e imprenditori, che si propone lo scopo di favorire il principio di bilateralità – coinvolti nell’inchiesta, anche Cean, costituito da Mazzotta. Dalle indagini, “è emerso che anche Federaziende riceveva numerosi bonifici trasmessi dal Cean a seguito della richiesta di rimborso”. Il Cean figurava come collettore delle somme ottenute con i medesimi artifici e raggiri mettendo a disposizione del gruppo le sue casse dove il denaro veniva convogliato prima di essere destinato ai beneficiari finali. L’artefice del progetto illecito sarebbe stato proprio il commercialista di Carmiano e l’Ente era stato da lui costituito per essere uno strumento di realizzazione delle condotte illecite.

La società Federaziende srl, di cui attualmente Mazzotta risulta il rappresentante legale, è attualmente depositaria delle scritture contabili di ben 50 tra società e persone fisiche.