Evento di grande rilievo culturale Venerdì  27 luglio 2012 alle ore21,00 a Presicce nel Cortile del Palazzo Ducale: sarà rappresentato, per il Festival “La Voce degli Angeli”, l’Oratorio Gioas Re di Giuda di Michele Arditi.

Organizzato e diretto da Lucia Rizzello, il Festival  è promosso dal Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce con il patrocinio della Provincia di Lecce, del Comune di Casarano e di Presicce, dalla FIDAPA e dai LIONS di Casarano, in collaborazione con l’Associazione Photosintesi e Serafino – Apulia – Incoming Operator.

In questa “prima rappresentazione in tempi moderni”, Gioas vede la collaborazione di due figure  di spicco della cultura salentina: il musicologo Sergio De Blasi, autore del saggio              “L’ intelligenza musicale” di Michele Arditi, che introdurrà la serata e il prof. Gino Pisanò personalità di riferimento per la consulenza storica dello spettacolo.

Emma e Felix Scott-Copeland, madre e figlio sia nella vita sia sulla scena, saranno gli ospiti d’eccezione: Felix Scott-Copeland, voce bianca e fanciullo cantore del coro della Cattedrale di Oxford, impersonerà il protagonista-bambino Gioas: eseguirà due arie solistiche e una in duo con la madre; Emma Scott-Copeland, soprano, eseguirà invece, nel ruolo di Sebìa, tre arie solistiche.

Lucia Rizzello dirigerà l’ensemble barocco “Accademia dei Serenati”, formata per l’occasione da Luigi Bisanti (Flauto traversiere I), Valentina Longo (Flauto traversiere II), Donato Semeraro (Corno I), Vitalba Siliberti (Corno II), Doriano Longo (Violino I), Gabriella Manca (Violino II), Maria Antonietta Losito (Viola), Maurizio Ria (Violone), Luca Tarantino (Tiorba), Sergio De Blasi (Basso continuo al Cembalo).

“Gioas re di Giuda” rappresenta, drammaturgicamente, in modo innovativo il mistero della fede.

Si tratta di un’opera senza scene, né costumi che pone al centro il giovane Gioas, un personaggio secolare. Sia dal punto di vista della conduzione delle voci che dell’orchestrazione, le atmosfere create da Arditi sono a tratti ricche e sontuose, a tratti sospese e rarefatte. Si tratta di una musica che, pur vivendo di una passionalità pura, tocca momenti di sincera spiritualità.

La pagina dell’Arditi è una vera e propria meditazione in musica che si ispira alla pittura sacra del tempo e all’iconografia sacra dell’epoca. Una rara occasione offerta qui nel Salento di vivere questo aspetto della musica sacra barocca italiana in un collage di preparazione filologica e tecnica messe a servizio di una convinzione e un entusiasmo notevoli.

L’ Oratorio “Gioas re di Giuda”, scritto nel 1767 su testo di Metastasio, è la prima fatica musicale di Michele Arditi, musicista e letterato salentino, (Presicce 1746 – Napoli 1838).

“Dalle sue opere possiamo desumere il suo brillantissimo estro musicale, pari a quello di letterato, filosofo, giurista e storico che fanno di lui uno dei personaggi di spicco dell’Illuminismo meridionale…” dichiara Sergio De Blasi, nel saggio “L’intelligenza musicale di Michele Arditi”.

Formatosi presso il Seminario di Lecce, l’Arditi tra il 1762 e il 1764 approfondì gli studi filosofici a Napoli presso l’Abate Genovesi, intraprendendo, nello stesso tempo, quelli giuridici.

Allievo dal 1769 di Niccolò Jommelli, realizzò quest’azione scenica, misurandosi con altri artisti, del calibro del suo maestro Jommelli, Boccherini e J. Ch. Bach.

Molti sono i suoi carteggi con uomini di cultura, artisti e sovrani, conservati presso varie biblioteche private. Di notevole importanza è la sua corrispondenza con Antonio Canova, tra i due vi era una grandissima stima, al punto che le ceneri di Arditi sono conservate nella Chiesa di San Ferdinando, a Napoli, in un mausoleo di marmo opera del grande scultore.

L’ultimo appuntamento del Festival “I Maestri di Musica” si terrà  sabato 13 ottobre con il basso Vittorio Prato presso il Teatro Filograna di Casarano.

 

*Maria Pina Solazzo-UPR Conservatorio di Musica Tito Schipa – Lecce