MELENDUGNO (Lecce) – Dopo la sentenza del Tar del Lazio, che ha rigettato il ricorso della Regione Puglia contro l’ok del ministero dell’Ambiente all’espianto degli ulivi nel cantiere del gasdotto Tap,nuove barricate e blocchi con materiale di fortuna sono stati eretti nella notte a San Basilio, la zona dove si trova il cantiere della Tap.

Molti attivisti hanno trascorso la notte al presidio contro l’espianto degli ultimi ulivi dell’area dove è prevista la costruzione del microtunnel.

Secondo quanto riferisce la società Tap nella notte sono stati scardinati altri pannelli di orsogrill della recinzione (la parte in alto, più facilmente rimovibile). La zona “al momento è raggiungibile solo a piedi”.

Dopo la sentenza di ieri del Tar Lazio, favorevole alla società, gli espianti sono ancora fermi. Sul posto sono presenti circa 300 manifestanti. Non ci sono stati momenti di tensioni.

Due settimane fa, la prima decisione del Tar del Lazio aveva fatto gridare vittoria agli attivisti anti-Tap, protagonisti delle proteste in Puglia. Ieri il Tar ha bocciato il ricorso della Regione Puglia e l’espianto di 211 ulivi per i lavori per il gasdotto può ripartire.

Ma la protesta non è finita. “Andremo avanti in tutte le sedi, a partire dalla Corte Costituzionale dove pende il giudizio sulla partecipazione della Regione Puglia all’iter decisionale”, annuncia il governatore Michele Emiliano, impegnato nelle primarie Pd. “È ingiusto che la Tap approdi in una delle spiagge più belle d’Europa e che si debbano costruire chilometri di gasdotto sotto il maggiore giardino di ulivi d’Italia”.



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