LECCE – Il contribuente ormai non è più uno sprovveduto e affila le sue armi con legali preparati, come Maurizio Villani, che sono in grado di lasciare per l’ennesima volta a bocca asciutta Equitalia e di farla pure condannare per falso. L’ha spuntata un altro contribuente salentino, che si era visto addebitare una pesantissima somma pur non avendo ricevuto la notifica nei modi stabiliti dalla legge. «Succede troppo spesso che importanti documenti vengano notificati da semplici postini – spiega Villani – le notifiche sono fatti delicatissimi: la legge prevede procedure molto rigide che devono essere eseguite da personale specializzato. Sto lottando per cambiare una realtà assurda: fogliettini svolazzanti che vengono abbandonati davanti a portoni in balia del vento, considerati come notifiche avvenute. Poi la gente si ritrova senza casa, non avendo impugnato e non avendone capito nulla, e si suicida. È ora di smetterla. Le notifiche devono essere effettive. È assurdo che Equitalia, pur essendo dalla parte del torto abbia insistito nell’errore. Dal primo luglio Equitalia scompare e rimane l’Agenzia delle Entrate: spero che che si facciano gli stessi errori».

Una nuova interessante sentenza della CTP di Lecce – Sezione 1,  ritirata oggi dall’avvocato leccese, ha totalmente annullato una cartella esattoriale di euro 457.168,51, notificata il 29/11/2010, ed ha condannato Equitalia alle spese di giudizio di euro 8mila, oltre accessori di legge. «In particolare i giudici leccesi hanno chiarito come si devono eseguire correttamente le notifiche rispettando le tassative disposizioni di legge nonché la costante giurisprudenza della Corte di Cassazione – spiega il legale – Oltretutto, nel caso in questione era intervenuta la sentenza del Tribunale di Lecce che, in tema di querela di falso, aveva dichiarato la falsità della dichiarazione dell’avvenuta immissione in cassetta da parte dell’agente notificatore». La procedura di notifica richiede particolari accorgimenti, spesso ignorati dagli organi notificatori, per mettere il contribuente nelle condizioni di potersi efficacemente difendere avverso gli avvisi di accertamento e le cartelle esattoriali.

Quando non si rispettano tassative disposizioni di legge i giudici tributari, giustamente, condannano Equitalia alle spese di giudizio. L’Agenzia di riscossione pretendeva i pagamenti di Irpef, Ires, Iva e sanzioni da un privato, ma l’atto era viziato da nullità assoluta non essendo stato notificato correttamente. La notifica, come hanno ribadito i giudici tributari, ha un valore fondamentale, perché permette al destinatario di poter organizzare la sua difesa e di poter spiegare la sua posizione. La cosa più grave è che sia stata dedotta l’immissione della notifica nella cassetta della posta: cosa falsa, visto che non esisteva più la cassetta per le lettere, essendo stata rimossa da ignoti. Equitalia esibiva copia dell’avviso di ricevimento della raccomandata: in seguito a quest’azione, l’interessato ha querelato per falso la società di riscossione dei tributi ottenendo una condanna che non è stata impugnata. È il primo passo verso la svolta: il contribuente va rispettato, non è un limone da spremere.

Garcin



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