PORTO CESAREO (Lecce) – Si chiude con due condanne e altrettante assoluzioni il processo nei confronti dei quattro imputati coinvolti nell’inchiesta sui volantini diffamatori che contraddistinse l’ultima campagna elettorale a Porto Cesareo nel dicembre del 2011. Il giudice monocratico della seconda sezione penale Marcello Rizzo ha condannato a 6 mesi di reclusione l’ex sindaco Vito Foscarini (pena sospesa) e l’imprenditore Cesarino Oronzo Paladini, 63 anni, di Nardò; verdetto di assoluzione, invece, per Gianfranco Moscagiuri, 37enne anch’egli di Porto Cesareo e Felice Tumulo, 59, di Leverano, difesi dagli avvocati Elio Zecca e Andrea Sambati.

Il giudice ha disposto anche una provvisionale di 20mila euro per le quattro parti civili costituitesi nel giudizio: l’attuale sindaco di Porto Cesareo, Salvatore Albano; l’assessore comunale ai lavori pubblici Gigi Baldi; Antonio e Dino Basile, vicini all’amministrazione e nomi di rilievo del panorama politico locale, assistiti dagli avvocati Giuseppe Romano e Mauro Calò.

Le indagini sono state condotte dai carabinieri della Compagnia di Campi Salentina. Foscarini e Paladini avrebbero offeso le quattro vittime “mediante la stampa per diffusione di un volantino anonimo e di un esposto anonimo indirizzato alla Procura. Pesanti anche gli epiteti rivolti ad Antonio Basile; al figlio Dino e a Gigi Baldi ritenuto “un fannullone, un estremista, incapace per se stesso”.

Tumulo, invece, avrebbe diffuso un esposto anonimo ritenuto offensivo della reputazione di Albano e Basile senior, ai clienti abituali che si trovavano all’interno del Mini Bar, che sorge a Leverano e di cui l’imputato era proprietario. Moscagiuri, in qualità di candidato alla carica di consigliere comunale con “Insieme per Porto Cesareo con Vito Foscarini sindaco”, avrebbe offeso la reputazione di Antonio Basile in un comizio nel maggio del 2010 sostenendo di aver subito pressioni per non candidarsi.

Il giudice ha assolto l’imputato perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato riqualificando l’iniziale accusa di diffamazione in ingiuria aggravata reato depenalizzato nel gennaio del 2016. Il collegio difensivo era completato dagli avvocati Giuseppe Bonsegna; Vincenzo De Benedictis; Roberta Cofano. Un quinto imputato Luciano Miglietta è stato già assolto in abbreviato. Era difeso dall’avvocato Enrico Cimmino.

F.Oli.