di Marcella Negro Lecce – Aspettando i concerti estivi della dodicesima edizione del festival Sud Est IndipendenteCoolClub e TTevents propongono questa sera (ore 21 – ingresso 15 euro + dp – prevendite nel circuitoBookingshow), negli spazi delle Officine Cantelmo, una tappa del fortunato tour nazionale di Contemporaneamente insieme, spettacolo nato dalla collaborazione del cantautore emiliano Dente con il poeta torinese Guido Catalano e diretto da Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale.

«Ci siamo incontrati un paio di anni fa in maniera abbastanza semplice, nel senso che io sono andato a vedere un suo concerto mentre lui è venuto a vedere un paio dei miei reading – ci racconta Guido Catalano, spiegando come è nata l’idea di Contemporaneamente insieme, uno show inedito che si è conquistato in tutta Italia l’apprezzamento di un pubblico sempre più vasto – In realtà conoscevo le sue canzoni e ho scoperto che lui conosceva le mie poesie. Ci siamo conosciuti prima in questo modo e ci siamo stati simpatici, tanto che poi abbiamo pensato di invitarci nei nostri rispettivi spettacoli, come ospiti. Così abbiamo capito che stavamo bene insieme anche sul palco e quindi col tempo, in un momento in cui ci sembrava possibile in base anche ai nostri impegni, abbiamo pensato che sarebbe stato bello fare qualcosa di più complesso e provare a mettere su uno spettacolo ed eccoci qua».

Non un reading, non un concerto, non una commedia dialettale e nemmeno uno spettacolo circense, non un balletto, un workshop, uno spogliarello burlesco e neppure una dimostrazione di prodotti di bellezza o aspirapolveri: qualcosa di davvero unico, che vi travolgerà tra note e versi in un’esperienza difficile da dimenticare. «Quando abbiamo scritto il comunicato stampa non avevamo ancora finito di scrivere lo spettacolo e per questo che abbiamo scritto così – racconta divertito Dente quando gli chiedo di dare una possibile definizione dello spettacolo – Dal mio punto di vista questo spettacolo, oltre alla musica e alla poesia, è un incontro prima di tutto umano tra due persone che si sono conosciute, che sono molto affini e che hanno intrapreso questa avventura insieme».

Rime semiacustiche e metafore in quattro quarti sono al tempo stesso protagoniste, scenario e sipario di un far teatro tanto nuovo quanto tradizionale, romantico ma non melenso, cinico ma non sprezzante, buffo ma non scadente, classico ma non banale.

«Sul palco portiamo il nostro modo di raccontare le cose con autoironia, senza mai prendersi troppo sul serio – dice Guido Catalanoio attraverso la poesia, Dente con le sue canzoni. Ho sempre amato lavorare con i musicisti, con la musica che ha sempre ispirato quello che scrivo. Nello spettacolo in alcuni momenti prendiamo bonariamente in giro il mondo dei cantautori e il mondo dei poeti che è poi il mondo a cui anche noi apparteniamo».

«Oltre all’autoironia ci accomuna sicuramente il macro tema dell’amore di cui parliamo spesso io nelle mie canzoni, Guido nelle sue poesie – continua a raccontarci DenteNell’organizzazione dello spettacolo porto con me il mio modo di lavorare, Guido mi dice spesso che non ha mai provato così tanto per uno spettacolo, e la volontà di non lasciare nulla al caso per non rischiare di divagare troppo anche se col pubblico abbiamo ritagliato dei momenti in cui c’è spazio per l’improvvisazione. Lodo ci ha aiutato a mettere ordine e senso alle nostre idee. A nostra insaputa, ci ha registrato mentre parlavamo dello spettacolo e questi audio tagliati e montati ora fanno parte dello spettacolo. Quel che ho detto a Lodo forse, sapendo di essere registrato, non l’avrei mai detto; all’inizio ero titubante su questa cosa, alla fine però mi sono reso conto che è bello e funziona».

 

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