LECCE – E’con grande attenzione ed onestà intellettuale che si deve valutare la prestazione del Lecce contro il Matera, prestazione che ha lasciato l’amaro in bocca ai quasi 10.000 spettatori della partita. Sulla prestazione non vi è nulla da eccepire per quanto attiene all’impegno profuso in campo, ma sicuramente vi è molto da ridire e da modificare per quanto attiene allo svolgimento della manovra, alla sua linearità consequenziale ai valori della squadra, alla tecnica con la quale si cerca di scardinare le difese avversarie.

Chi ha visto la partita deve onestamente convenire che il Matera non ha fatto nessun catenaccio, ma si è ben schierato in campo, non ha messo durezza negli interventi sulla palla, ma ha fatto la sua onesta partita di squadra alla quale manca, per motivi che non stiamo ad analizzare, qualche punto nella classifica di merito. Il pareggio lo ha meritato sul campo e non può addebitarsi responsabilità sulla incapacità dell’avversario di concludere. Amici lettori, diciamocela tutta! Vi sono state molte recriminazioni “a latere” per giustificare la non brillante prestazione ma nessuna per stigmatizzare i difetti emersi durante la partita. Mi è sembrato che si sia fatto come gli struzzi che infilano la testa sotto terra per non vedere ed allora “dalli alle ombre” come al solito: “arbitro che ferma il Lecce….sono allibito dalle parole espresse nei giorni scorsi dal mio collega Braglia (Liverani) “arbitraggio insufficiente, siamo stati danneggiati in maniera clamorosa ed è un andazzo che dura da molto tempo”(Sticchi Damiani). Inoltre il DS.  Meluso ammette di aver avuto un acceso confronto con l’arbitro dicendo: “quello che gli ho detto non lo posso ripetere perchè ho usato parole pesanti” ( ma che bravo, attendonsi provvedimenti del giudice sportivo!). Ma, poiché nessuno degli aventi causa ha detto qualcosa che attenga alla partita, ebbene lo diciamo noi che abbiamo anche visto.

E’vero che questa è la seconda occasione fallita dal Lecce in casa? E’vero o no che in tre partite sono stati fatti solo quattro punti, un po’ pochini per le potenzialità del Lecce? E’vero o no che da più di un mese le prestazioni del Lecce hanno perso brillantezza? Non sarebbe opportuno dare a Liverani una bussola nuova onde potersi orientare meglio nelle scelte e ritrovare il filo di Arianna per uscire dal ginepraio nel quale si è cacciato? Sono convinto che, essendo un tecnico onesto e preparato, sappia dove agire e come.

Ritornando alla partita, come detto all’inizio, il pari è un risultato giusto e non da buttare perché il Matera non è la Juve Stabia. Il mio amico Gavino, piuttosto che ricercare il rigore, si è soffermato, facendoci rivivere l’azione, su Di Piazza che “aveva la possibilità  di dribblare il portiere, sparare a rete, smistare verso il compagno smarcato, invece tentenna, incespica sulla palla e vanifica la più ghiotta occasione da gol”. E’vero, dopo è stato spinto da Angelo, forse ci poteva stare il rigore ma se non ha segnato la responsabilità non è dell’arbitro e così dicasi anche per il secondo caso quando viene spinto dopo che ha già tirato, purtroppo per lui e noi, oltre la traversa. Ma mettiamoci questa partita dietro la schiena perché, comunque, è sempre una in meno. Come già detto tante volte: solo il Lecce può farsi male da solo! Siamo fiduciosi nel lavoro di Liverani e raccomandiamo meno esternazioni sugli arbitri. Ricreiamo un clima meno pesante più positivo, per dirla alla Liverani, anche perché il 15 p.v. si celebrano i 110 anni della società e sarebbe bello festeggiare con i tre punti a Cosenza.

A tal proposito, così come ha fatto l’Inter per i suoi 110 anni con gli “Hall of fame”, propongo ai miei amici lettori La stessa cosa per il Lecce. Vi segnalo 5 nominativi per ruolo pregandovi di dare una risposta via e mail alla redazione di corrieresalentino.it. Ecco tra chi scegliere.  Portieri: Nardin, Terraneo, Lorieri, Chimenti, Sicignano. Difensori: Lo Russo, Stovini, E.Rossi, Zanoncelli, Di Somma. Centrocampisti: Barbas, Orlandi, Giacomazzi, Fiaschi, Moriero. Attaccanti: Bislenghi, Montenegro, Pasculli, Francioso, Chevanton. Facciamoci in piccolo i nostri “Hall of fame” ricordandovi che stiamo solo giocando per stemperare qualche tensione. Forza Lecce!

Mario La Mazza