LECCE – Le chiese di Lecce sorgono in ogni angolo, belle come solo le cose dedicate al divino sanno essere, barocche, avvolgenti, cariche di devozione, sentimento religioso e, purtroppo spesso chiuse.
Se a Lecce si vuole visitare una chiesa infatti, bisogna organizzarsi con giorni e orari, perché se si è sprovveduti e si viene nel capoluogo salentino all’avventura, il rischio di trovarsi di fronte ad un maestoso portone serrato è elevato.

Poco male per i più ottimisti, che vedendo il bicchiere mezzo pieno, si lasciano comunque ammaliare dalle facciate barocche e tornano a casa con foto dettagliate di riccioli, cupidi, fiori e foglie scolpiti nella pietra che il vento e le piogge hanno reso ancora più affascinante.

Dato che si vive di apparenza e nella città barocca per eccellenza, ci si reca alla ricerca dell’estro, a molti sfugge una chiesa che umile e semplice, attende turisti e fedeli proprio accanto a Porta Napoli, all’ingresso di via Palmieri: Santa Maria dalle Porta (o di San Luigi).

Santa Maria della Porta, in realtà è semplice e umile solo per coloro che non hanno voglia o tempo di fermarsi ad osservarla, il suo aspetto esteriore è un test che permette di selezionare in partenza i visitatori: curiosi e passanti che camminano col naso per aria, sono gli ospiti ideali per Santa Maria della Porta, perché a loro non sfuggirà l’originale cupola decorata con mattonelle in maiolica e la somiglianza con il Pantheon.

La struttura architettonica di Santa Maria della Porta giunta ai giorni nostri è frutto del lavoro dell’architetto Giuseppe Maiola da Maddaloni che nel periodo a cavallo tra il 1855 e il 1858 ricostruì l’edificio ispirandosi allo stile neoclassico.

In origine, Santa Maria della Porta era una semplice cappella che, fuori dalla mura cittadine custodiva un’immagine della Vergine che secondo la credenza popolare operava miracoli a chi le rivolgesse preghiere accorate.

Nel 1548, anno in cui le mura urbiche si andavano ampliando, la cappella fu abbattuta e la sacra immagine della Madonna portata in altro luogo.

Nel 1567, quando Laura Macchia, una donna alla quale la malattia aveva negato l’uso delle gambe guarì, si gridò al miracolo e si sparse la voce che la grazia era stata operata proprio per intercessione della Madonna, quindi con l’aiuto di una confraternita di gentiluomini leccesi, la chiesa di Santa Maria della Porta fu riedificata all’interno delle mura, diventò parte integrante della città e il suo prestigio crebbe tanto da diventare, nel 1606 sede di una parrocchia.

Il prospetto cinquecentesco era caratterizzato da un imponente rosone centrale e porte con architrave e lunette istoriate.

La chiesa ideata dal Maiola invece, esula dallo schema classico della pianta a croce e si presenta con un’affascinante forma a pianta centrale ottagonale con cupola rivestita in maioliche colorate, un prospetto lineare e compatto attira l’attenzione sulle linee pulite dei capitelli ionici che sorreggono l’architrave e il timpano triangolare.

Guardando la cupola viene spontaneo chiedersi come sia all’interno, quindi si varca la soglia guardando per aria e si viene accolti da una cascata di fiori che ordinati in cornici dallo sfondo azzurro, convergono verso l’alto.

Lo stesso motivo floreale, con grande suggestione si ritrova nella calotta dell’abside centrale e nell’intradosso delle arcate maggiori.

Lungo il perimetro interno, le quattro arcate che svettano verso la cornice della cupola, sono decorate con motivi ovali e dentelli, mentre sulle paraste si possono ammirare i capitelli corinzi.

Alla arcate maggiori, si alternato quattro arcate minori dalle quali si accede a due cappelle rettangolari con volte a botte situate ai lati dell’ingresso e a due cappelle a pianta semicircolare ai lati dell’abisde.

Le cappelle sulla sinistra sono dedicate a Sant’Oronzo e al Sacro Cuore di Gesù, quelle a destra invece sono dedicate a San Luigi e al Crocifisso.

Sulla destra dell’ingresso, nella cappella centrale, sopra l’altare è collocata la statua della Madonna della Porta.

Sulla sinistra invece si apre una porta sulla quale è collocata l’immagine dell’Immacolata.

L’altare maggiore è decorato con un magnifico crocifisso ligneo.

La luce evidenzia la maestosità dell’ambiente filtrando da sei finestre semicircolari, due delle quali decorare con vetrate policrome su cui sono raffigurati angeli in adorazione del Sacro Cuore e un angelo che salva le anime dal Purgatorio, e dalla cupola.

Claudia Forcignanò 

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