Dopo Reggio, dove la partita è stata vinta anche con un po’ di fortuna,  lo dimostra l’ottimo risultato conseguito dalla Reggina a Bisceglie, il Lecce ha conseguito la doverosa seconda vittoria consecutiva, questa volta in casa con il Fondi, in maniera molto più chiara, netta  che non dà adito ad alcun dubbio o recriminazione. Non dico che sia stato un esempio di bel gioco, ma certamente è stata una interpretazione perfetta di cosa si stia chiedendo al Lecce in questo decisivo scorcio di torneo.

Si chiedeva di ricompattare lo spogliatoio, nel caso questo stesse erodendosi lentamente, si chiedeva di correre e lottare “uno per tutti e tutti per uno” ebbene, i risultati di queste due ultime partite sembra dimostrino che questo si sia verificato. Sia a Reggio che con il Fondi si è visto di come tutti, dico tutti, abbiano veramente partecipato alla gioia della vittoria. In settimana, tra l’altro vi era stato il bel gesto di Torromino nel rescindere il contratto a vantaggio di Pacilli, reintegrato per rendersi utile nelle due partite finali. E’ vero, Torromino per infortunio avrebbe saltato queste partite, il disgraziatissimo regolamento impone un tetto agli over, ma se Torromino non si fosse dimostrato “signore”, non si sarebbe potuto utilizzare utilmente Pacilli. Con il Fondi si è anche assistito al bel gesto di Di Piazza nei riguardi di Liverani. Non è che fossimo visionari noi che vediamo da fuori ma, pur accettando tutte le dinamiche che in campo l’adrenalina determina, non si poteva negare che qualcosa di preoccupante, calcisticamente parlando, ci potesse essere fra il tecnico e qualche calciatore, Di Piazza nel caso di specie. Non dico che l’abbraccio di ieri sia da considerarsi una riconciliazione, perché obbiettivamente bisogna riconoscere di come non ci fosse una guerra fra i due se non una visione diversa su come si veniva considerati, però è servito a cementare ulteriormente il patto segreto che lega ogni calciatore alla società ed al proprio tecnico. E Di Piazza è un valore assoluto su cui si può fare affidamento, specie in queste due ultime partite. Non so se sia anche stata la differente struttura tecnica fra Reggina e Fondi che abbia fatto vedere come Tabanelli, sembrato uno zombie a Reggio Calabria, si sia trasformato, sia pure in quel poco tempo nel quale è stato in campo, in un giocatore di calcio sul quale si può fare affidamento.

La partita con il Fondi ha evidenziato quello che i tifosi volevano vedere da più tempo, vale a dire una squadra che può avere anche delle pause, che può avere dei cali di condizione ma che non perde mai di vista quale è il suo obbiettivo ed i sacrifici e le rinunce che è necessario fare per raggiungerlo.  In sintesi la partita, ovviamente aldilà del necessario risultato positivo, ci ha tranquillizzato mostrandoci una squadra coesa e decisa a giocarsela da prima in classifica.

A proposito di giocarsela, domenica, o meglio lunedì, se la giocheranno il Catania ed il Trapani in uno scontro assolutamente decisivo per entrambi. Una vittoria del Catania riporterebbe gli etnei ad un punto dal Lecce, rendendo le ultime due partite assolutamente decisive, una vittoria del Trapani consentirebbe alla squadra di poter conquistare il secondo posto che consente ai play off di giocare una partita di più in casa, ma un pareggio, risultato che tutti noi speriamo si verifichi, ci proietterebbe già la settimana successiva verso la serie B.

In ogni caso, riposiamoci, ricarichiamo qualche batteria scarica, rinsaldiamo meglio l’ambiente ed aspettiamo fiduciosi la Paganese. Potrebbe anche darsi che non sia più determinante la partita di Monopoli. Ma, attenzione, le partite dovremo giocarle e questa volta al massimo senza se e senza ma.

Mario La Mazza