La notte da San Lorenzo, per tanti una delle notte più attese dell’anno. Tutti col naso all’insù a scrutare il luccichio del manto di stelle, per entusiasmarsi dell’improvviso bagliore della stella cadente: eccola, che volteggia nel cielo, in compagnia di un desiderio, o di tanti, da esaudire.

Da sempre, poeti e cantastorie sono stati ispirati dal fascino del cielo stellato, che fa vibrare le corde più delicate della sensibilità degli animi. Tra tanti, Giovanni Pascoli con la sua poesia “San Lorenzo, io lo so perché tanto / di stelle per l’aria tranquilla / arde e cade, perché si gran pianto / nel concavo cielo sfavilla” ricorda la tragica morte del padre, richiamando le ‘lacrime’ delle stelle cadenti legate al martirio del giovane Lorenzo, della cui vita si hanno pochissime notizie.

Lorenzo nacque a Osca, città della Spagna, nella prima metà del III secolo. Giunto a Roma, le antiche fonti lo indicano come arcidiacono di papa Sisto II, cioè il primo dei sette diaconi allora al servizio della Chiesa romana, divenendo uno dei personaggi più noti della prima cristianità. Durante le persecuzioni fu catturato dai soldati dell’imperatore Valeriano, precisamente il 6 agosto del 258.

Secondo un’antica ‘passio’ raccolta da sant’Ambrogio, San Lorenzo fu bruciato sopra una graticola: un vero e proprio martirio che ispirerà nel tempo detti popolari, testi di pietà, poesie, opere d’arte. Tuttavia la moderna storiografia considera ‘legenda’ questa tradizione: l’imperatore Valeriano non ordinò torture, ritenendo che Lorenzo, come papa Sisto II e tanti altri, sia stato invece decapitato.

Il martirio di san Lorenzo è datato dal martirologio romano il 10 agosto del 258 d.C. Per ricordare il tragico evento a Roma furono erette tre chiese: San Lorenzo in Fonte, luogo della prigionia, San Lorenzo in Panisperna, luogo del martirio, San Lorenzo al Verano, luogo della sepoltura.

Curiosità: è patrono dei diaconi, cuochi e pompieri; è raffigurato come un giovane vestito con la dalmatica, con l’emblema della graticola e della palma del martirio.

Col trascorrere del tempo e in memoria di Lorenzo divenuto santo, le stelle cadenti hanno rappresentato, nell’immaginario collettivo, sia le lacrime versate dal santo durante il supplizio che i carboni ardenti sui quali, secondo la leggenda, fu martirizzato.

In ogni caso, la consuetudine accoglie la notte del 10 agosto in un’atmosfera di attesa e di speranza che un desiderio da tempo ‘in attesa’ diventi realtà. È una notte ‘magica’, carica di mistero, che rende più leggeri i ritmi della vita.

Chi sdraiato su prati verdi, rischiarati dalla luce della luna e delle stelle, allietati dal canto delle cicale, chi su spiagge ristorate dalla brezza, dal profumo e dalla musica del mare, chi nel giardino o sul balcone di casa, tutti o quasi in cerca della posizione migliore per guardare le stelle. Chissà se quest’anno sarà la volta buona che ‘acchiappi’ quella stella cadente a cui affidare il mio desiderio segreto! Io ci spero e tu?

 

Manuela Marzo