Nella Galleria del Palazzo Ducale di Cavallino l’équipe del Poliambulatorio dei radiologi Maria Luisa e Ruggiero Calabrese ha organizzato un convegno per fare il punto sui grandi progressi della diagnostica per immagini e della Neuroradiologia. Si è discusso delle novità nella cura della cefalea, dolore e altri disturbi che devono essere trattati con un approccio multidisciplinare e con tecnologie che solo i centri all’avanguardia, come quello cavallinese, possiedono. Il lavoro di squadra è sempre fondamentale: tecnologia, competenza e professionalità sono tre caratteristiche che devono viaggiare di pari passo nell’attuazione delle nuove terapie. Nel convegno si è parlato di tante nuove tecniche di intervento: la vertebroplastica è una delle nuovissime frontiere di cui si è discusso a inizio convegno. Si tratta di una procedura di radiologia interventistica con la quale vengono trattate le fratture vertebrali patologiche, attraverso l’iniezione di un “cemento” biocompatibile nel corpo della vertebra.

I dottori radiologi Maria Luisa e Ruggiero Calabrese hanno aperto l’incontro ringraziando le autorità (Bruno Ciccarese Gorgoni, sindaco di Cavallino e Rodolfo Rollo, direttore sanitario Asl) e salutando i tantissimi medici, tecnici ed esperti accorsi nella Galleria del Palazzo Ducale (cliccate sull’immagine per vedere il video e le interviste).

La cefalea e il dolore sono problemi che possono essere affrontati con la radiologia interventistica mini-invasiva, senza utilizzare anestesia totale: lo ricorda la dottoressa Paladini del Vito Fazzi di Lecce, che si è soffermata sulle patologie encefaliche e vertebro-midollari. L’angiotac può escludere le malformazioni nel momento diagnostico iniziale, quando c’è un paziente con una cefalea intensissima, che porta anche a tremori, vomiti e perdite di coscienza. Dietro a un’unemicrania si possono nascondere tutta una serie di gravi patologie (in questi casi si parla di cefalea sentinella): può esserci un aneorisma, anche quando non c’è emorragia. La dottoressa Paladini ha illustrato i casi di malformazioni del cervello scoperti proprio attraverso la diagnosi neuroradiologica in pazienti giovanissimi che soffrivano di cefalee. 

Il dottor Alessandro Carriero, altro ospite di rilievo, Direttore del Dipartimento diagnostica per immagini  dell’ospedale “Maggiore della Carità” di Novara, si è soffermato sulla diagnostica per immagini nella cefalea a grappolo. La cefalea a grappolo non è un comune mal di testa: colpisce 60mila persone in Italia e causa un dolore continuo è invalidante. La diagnostica per immagini è importante per escludere che dietro questa patologia non si nasconda un tumore o altro. Il dottore Carriero ha spiegato che la ricerca si sta concentrando sulla scoperta delle cause di questo male: quando si scoprirà, probabilmente si faranno enormi passi in avanti anche nella terapia. 

Qualcuno considera la cefalea a grappolo quasi come fosse una malattia rara, ma nei Paesi occidentali colpisce circa una persona su mille, prevalentemente gli uomini. Questo tipo di problema si può curare con farmaci come il verapamil e il litio, che però espongono il paziente a pesanti controindicazioni ed effetti collaterali. Ultimamente si lavora sulla sperimentazione dei farmaci biologici: i cosiddetti inibitori del CGRP. Questi farmaci agiscono bloccando l’azione di uno dei mediatori chimici del dolore: sembra che la terapia con questi farmaci in fase di sperimentazione stia dando buoni risultati. 

Negli ultimi anni sono stati sviluppati e studiati nell’efficacia numerosi stimolatori elettrici per combattere dolore e cefalee di vario tipo. Queste nuove terapie hanno raggiunto importanti risultati. La stimolazione cerebrale non invasiva (NIBS) nel trattamento dell’emicrania, ma anche di tutta una serie di patologie nel Salento si pratica all’interno del Poliambulatorio Calabrese di Cavallino: ne ha parlato il neurologo Giovanni Caggia nella sua relazione. La stimolazione transcranica è utilizzata pure nella lotta alle dipendenze, inclusa la ludopatia,

Il dottor Tommaso Lupattelli è uno dei più importanti ospiti del convegno organizzato dal Poliambulatorio Calabrese di Cavallino. Il luminare Responsabile dell’Unità Operativa di Radiologia Interventistica di ICC Istituto Clinico Cardiologico di Roma, ospedale di Alta Specialità di GVM Care & Researchpazienti, ha illustrato le novità sulle cure di cefalea cronica e sclerosi multipla. La cefalea refrattaria ad ogni tipo di trattamento farmacologico è una malattia ampiamente diffusa nella popolazione, nello specifico la terza malattia più diffusa al mondo in assoluto.  Un intervento di dilatazione alle vene giugulari, che in questi pazienti risultano molto spesso di calibro insufficiente, permette di alleviare se non addirittura risolvere completamente il dolore.

Questa riduzione del diametro delle vene giugulari (scoperta all’inizio del nuovo secolo proprio da un ricercatore italiano, il Professor Paolo Zamboni dell’ Università di Ferrara) prende il nome di  CCSVI  o Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale e comporta un accumulo di sangue (che non riesce a defluire bene attraverso le vene del collo), a livello della circolazione venosa del sistema nervoso centrale con un conseguente aumento della pressione  endovenosa a tale livello.  Sarebbe infatti proprio questo incremento pressorio il principale responsabile della cefalea.

“Si tratta di un intervento proposto nel 2006 dal professor Zamboni, che aveva intuito che alcune patologie neurologiche potessero avere una base vascolare, un difficoltoso ritorno di sangue dal cervello verso il cuore nel compartimento venoso – ha spiegato nell’intervista il dottor Lupattelli (premete sull’immagine per vedere il video) – Aprendo queste ostruzioni  abbiamo visto che alcuni pazienti, ad esempio quelli affetti dalla sclerosi multipla presentavano dei miglioramenti, a volte anche marcati. In questi casi abbiamo constatato che alcuni pazienti ottenevano, grazie a questa operazione, la cessazione totale della cefalea e del mal di testa, che è un sintomo frequente della sclerosi multipla. E, quindi, abbiamo cominciato a utilizzare quest’intervento anche per la cefalea, indipendentemente dalla sclerosi multipla. Stiamo valutando i risultati: i pochi pazienti operati fino ad oggi hanno risposto bene alla terapia”. 

Il trattamento di queste steno-ostruzioni delle vene affette consiste in una dilatazione a palloncino delle vene giugulari (alla stregua di quello che viene eseguito ormai di routine nelle arterie coronarie del cuore) eseguita per via endovascolare che risponde più propriamente al nome di angioplastica. Quando i farmaci non hanno alcun effetto, quest’operazione risolve il problema, tanto che, se la sperimentazione andrà bene, si potrebbe sostituire alla terapia farmacologica.

Un momento importante del convegno è stato quello riservato alle terapie psicologiche e alle nuove tecniche di consapevolezza e rilassamento, che vengono praticate nel Centro Calabrese (sotto la guida della responsabile Silvia Perrone, presidente PSY), per combattere il dolore e le cefalee unitamente alle terapie farmacologiche. I dottori Giovanni Caggia, Maria Luisa e Ruggiero Calabrese e Silvia Perrone sono i componenti del un comitato scientifico che ha dato vita al congresso intitolato “A multidisciplinary vision for diagnosis, therapies and pain management”. L’incontro tra importanti esperti della diagnostica per immagini ha riservato alcuni momenti di buona musica grazie alla performance dei musicisti della scuola Harmonium, il duo violino e chitarra, Alessandro Quaranta ed Elisa Caricato.