F.Oli.

PORTO CESAREO (Lecce) – Hanno respinto le accuse reclamando la piena legittimità sul possesso dell’area parcheggio confinante con due lidi. Si è svolto in mattinata l’interrogatorio di garanzia di Cosimo Emiliano, 74 anni, e dei figli Alfredo, Luigi e Mario, rispettivamente di 50, 49 e 40 anni, accusati di una lunga serie di illeciti, soprusi ed estorsioni ai danni dei titolari dei due stabilimenti confinanti (il “Togo Bay” e il “Bonavista”). Davanti al gip Simona Panzera, nel carcere di Borgo “San Nicola”, il più anziano degli Emiliano ha riferito che la violenza non gli appartiene. Con i denuncianti ci sarebbe un lungo contenzioso sia in sede civile che penale che si trascina da oltre vent’anni legato alla proprietà, alla licenza e ai diritti dell’area demaniale di 5mila metri quadri appartenente all’ex Ersa (l’agenzia regionale per lo sviluppo regionale).

Molte cause, a dire di Emiliano, sarebbero state favorevoli mentre in sede penale avrebbe ottenuto diverse assoluzioni. Il figlio Mario ha riferito di essere interessato ai parcheggi del genitore; degli addebiti contenuti nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere avrebbe riconosciuto solo alcuni danneggiamenti ma di aver agito solo dopo l’ennesima provocazione. Gli altri due figli, Alfredo e Luigi, invece, (difesi dall’avvocato Giuseppe Bonsegna come il padre) si sono professati completamente estranei agli affari del genitore. Il primo, in particolare, ha spiegato di svolgere un’altra attività da ormai otto anni; il secondo, invece, difeso dall’avvocato Giancarlo Vaglio, ha precisato che da oltre 20 anni non si occupa più della gestione dell’area parcheggi. A malapena, poi, conoscerebbe i denunciati allegando anche una corposa documentazione difensiva. I legali depositeranno nei prossimi giorni istanza al gip per chiedere la revoca della misura e una corposa memoria difensiva.

La vicenda, dunque, sembrerebbe molto più complessa rispetto alla ricostruzione contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare richiesta dal sostituto procuratore Luigi Mastroniani ed eseguita dai carabinieri della Compagnia di Campi Salentina. Secondo le indagini, per anni, la famiglia Emiliano si sarebbe resa responsabile di ripetute e numerose intimidazioni e minacce nei confronti dei proprietari degli stabilimenti balneari “Togo Bay” e Bonavista”, situati in località “Palude Fede” (da qui il nome dell’operazione dei carabinieri, ribattezzata per l’appunto “Palude”), in mezzo ai quali avevano realizzato la loro struttura abusiva. Anche danneggiamenti e ripicche – come quello di mandare i cani ad espletare i bisogni nei bagni dei lidi concorrenti, o di abbattere con l’auto insegne e recinzioni – col solo obiettivo di intimidire i rivali, per costringerli a chiudere i battenti e, dunque, estendere il territorio abusivamente occupato.