LECCE – Si è tenuta ieri, presso il Ristoro TotalErg in Viale Rossini a Lecce, la presentazione ufficiale del calendario 2019 di A.N.D.O.S. Onlus Comitato di Lecce.
L’Associazione Nazionale di Donne Operate al Seno sezione Lecce, con la sua intensa attività di volontariato che svolge da anni sul territorio, continua a portare alta la bandiera dell’informazione, della prevenzione e del sostegno.
E lo fa in chiave del tutto sui generis, legando il mondo delle donne e della malattia a quello della vita e dell’arte.
Un evento aperto alla città, un incontro informale quello di ieri, un dibattito salutare sulla dicotomia tempo e vita.
Tronco solido attorno al quale l’incontro ha girato è stato il Tempo e le sue innumerevoli sfaccettature. Il tempo cronologico, quello biologico, il tempo concreto e quello effimero. Il tempo della malattia, della guarigione e quello anche oltre.
Il tempo impalpabile nell’arte, quello latente dell’età. Il tempo della salute fisica e di quella psicologica.
Il tempo quotidiano, quello delle nostre vite, che spesso si rivela come una schematizzazione dell’esistenza. Tutto si sussegue, ogni cosa si rincorre.
Ossessionati dalla paura del troppo tardi, spaventati dal rischio di non farcela, inscatoliamo i nostri momenti di vita senza dare loro il giusto peso. “Ma bisogna guardare le cose nei loro tempi. I processi degli eventi, come degli individui, sono unici.
La vita, come la malattia, ha il suo tempo.” Queste le parole di Mauro Ragosta, editore e scrittore che nel pomeriggio di ieri ha moderato l’ncontro. “La nostra società non concepisce la sconfitta, il dolore, la sofferenza. Ritiene questo tempo come perso” ha aggiunto Ragosta, dibattendo sull’importanza della prevenzione come punto di partenza per la cura del tempo che appartiene a noi stessi.
Solo attraverso la conoscenza si può arrivare ad una maggiore consapevolezza di quello che ci accade, nella buona e nella cattiva sorte.
È importante ascoltarsi ed assecondarsi, senza alcun tipo di standardizzazione.
“Non esiste un tempo lineare e unico che valga per tutti, ma viceversa esiste un senso del tempo che vale per ognuno di noi. Da qui l’esortazione di ANDOS: non lasciamoci imbrogliare.” Così ha introdotto il tema Pompea Vergaro, giornalista, editrice e presidente della sezione di Lecce, che in apertura all’incontro ha esplicato come questo calendario rappresenti uno strumento di unione tra passato, presente e futuro.
Una testimonianza di quello che l’associazione ANDOS è riuscita a sviluppare in quel passato non troppo distante come mostrano le foto presenti sul calendario.
Un augurio esortativo al futuro che ancora non ci appartiene ed è tutto da scrivere come queste pagine nuove. Un dovere però che rimanga per tutti: vivere l’oggi ed essere consapevoli dell’importanza che la prevenzione ha sulle nostre vite.
L’incontro, in collaborazione con Officina delle Parole e Salento d’Esportazione, ha visto la presenza anche della dott.ssa Amelia Sielo, arteterapeuta, che ha trattato dell’importanza dell’arte per liberarsi dalla schiavitù del tempo.
“Il fare artistico mette la persona in uno stato psicologico particolare, irrazionale, fuori tempo appunto. Noi siamo quello che stiamo facendo quando creiamo arte”.
Durante la presentazione del calendario 2019 sono intervenuti il senologo Antonio Carriero, la dott.ssa Silvana Leo, primario del reparto di Oncologia di Lecce, la dott.ssa Cinzia Molendini, medico di medicina generale e la psicoterapeuta Marianna Puglisi.
L’evento ha visto anche la performance artistica dell’attrice e poetessa AnnaMaria Colomba. Ognuno di loro ha sottolineato l’importanza del tempo presente, dell’essere speciale qui e ora.
Il nostro modo di vivere il tempo ha una conseguenza diretta sulle nostre vite e sul mondo. La psiche deve aiutarci a non rimanere ancorati al tempo passato, ma ha anche il potere di proiettarci in un futuro che non sia troppo oltre. Spiegato così il legame tra presente e prevenzione.
La salute e la cura di sè devono essere legate al presente, a ciò che si può fare nel nostro tempo immediato.
Questo, in sintesi, il messaggio di ANDOS.
Chiara Rosato