LECCE – Si è concluso con un’archiviazione il procedimento penale a carico di 4 medici e 2 infermieri della clinica “Città di Lecce Hospital”, indagati per la morte di un uomo avvenuta nel luglio 2017. Il paziente, Antonio Distante, 68enne di Francavilla Fontana, era stato ricoverato presso la clinica leccese nel gennaio del 2017 per essere sottoposto ad un delicato intervento cardiochirurgico. Le complicanze dell’intervento e lo stato debilitato del sessantottenne avevano imposto un lungo periodo di degenza, fino alle dimissioni avvenute alla fine del di marzo sempre di due anni fa.

Pochi mese dopo il rientro presso la propria abitazione, si verificava la tragedia. I familiari dell’uomo, coadiuvati da un consulente esperto in medicina legale, il dottore Donato Sardano, addebitavano la morte del proprio congiunto alla negligenza dei sanitari della clinica “Città di Lecce”.

Secondo la ricostruzione dei parenti della vittima, la morte era stata causata da un errato utilizzo in sala operatoria della piastra da elettrobisturi che aveva provocato una profonda ferita sul paziente che, col trascorrere dei mesi, ne aveva determinato il decesso.

Il collegio difensivo, rappresentato, tra gli altri, dagli avvocati Rita Ciccarese, Stefano De Francesco, Francesco Calcagnile e Marianna Febbraio, ha difeso l’operato dei medici, riuscendo a dimostrare che la causa del decesso era ascrivibile a patologie che interessavano il paziente che nulla avevano a che fare con l’operato dei sanitari.

Il gip Sergio Mario Tosi, accogliendo sia la richiesta difensiva che quella avanzata dal pubblico ministero Maria Vallefuoco, ha disposto l’archiviazione del procedimento a carico di tutti gli indagati.

I familiari della vittima erano rappresentati dall’Avvocato Antonio Andrisano.