LECCE – Era finito sul banco degli imputati perché accusato di aver sequestrato all’interno del suo locale un proprio dipendente di origini senegalesi. E per dimostrare la propria innocenza si sono resi necessari ben otto anni. A fine istruttoria, però, G.B., 43 anni, di Lecce, all’epoca gestore del ristorante “Blanco” sul corso di via Libertini, è stato assolto dall’accusa di sequestro di persona.

Ad emettere la sentenza è stato il giudice monocratico della prima sezione penale Maddalena Torelli che ha così disatteso la richiesta di condanna di 9 mesi invocata dal vpo di udienza. L’episodio risale al 6 dicembre del 2010. Secondo quanto denunciato, C.S.G., 31enne di origini senegalesi ma residente a Lecce, sarebbe stato chiuso a chiave nel ristorante e costretto ad effettuare una serie di lavori di pitturazione privato della possibilità di allontanarsi.

Tanto che venne “liberato” dagli agenti di polizia a distanza di ore. La difesa, rappresentata dall’avvocato Martina Giannoccolo, durante l’istruttoria dibattimentale ha dimostrato che non fu affatto l’imputato a chiudere a chiave la persona offesa, costituitasi parte civile con l’avvocato Alberto Russi. Per conoscere le motivazioni bisognerà attendere i prossimi 30 giorni.

F.Oli.