Alfredo Codacci Pisanelli è un figlio del Salento per adozione, ma mai figlio fu più innamorato della sua madre terra e mai madre terra fu più grata ad un figlio.

A dare i natali ad Alfredo Codacci Pisanelli nel 1861, fu la Toscana, Firenze, dove i suoi genitori, Luigi Codacci e Bianca Naldini vivevano.

Pochi mesi dopo la nascita del figlio, Luigi Codacci morì e Bianca Baldini nell’aprile del 1869, sposò in seconde nozze il giurista e Ministro del Regno d’Italia Giuseppe Pisanelli che adottò il piccolo Alfredo.

Ciò che rende Alfredo Codacci Pisanelli uno degli uomini più illustri del Salento, è il profondo e costante impegno profuso per favorire la crescita economica e sociale del Capo di Leuca e della Terra d’Otranto.

Proprio Tricase fu la sua seconda casa.

Prima di arrivare nell’estremo sud del Salento, Codacci Pisanelli studio a Napoli e nel 1883 si laureò in giurisprudenza per poi specializzarsi a Berlino.

Nel 1885 le porte della carriera universitaria si aprirono per lui ed insegnò negli atenei di Camerino, Pavia, Pisa e Roma emergendo per le sue posizioni reazionarie che fece confluire nel testo “Il dogma della Sovranità popolare” pubblicato nel 1891.

Dopo essere stato deputato del Regno per otto legislature, abbandonò la corrente della destra storica.

Fu Sottosegretario di Stato al Tesoro per due volte e Sottosegretario di Stato all’Agricoltura Industria e Commercio.

Il 28 dicembre 1902 nel Salento fondò il “Consorzio Agrario Cooperativo del Capo di Leuca” (ACAIT – Azienda Cooperativa Agricola Industriale Tricase) al fine di occuparsi della produzione e commercializzazione del tabacco.

La fondazione dell’ACAIT non solo per quasi un secolo permise alle donne di lavorare, ma fece conoscere il Salento come primo e più importante produttore di tabacchi di qualità al mondo.

L’ACAIT chiuse nel 1995 e nel 2003 la proprietà è passata al Comune di Tricase.

Sicuramente nel 1929, quando Alfredo Codacci Pisanelli chiuse gli occhi per sempre, il Salento percepì distintamente di aver perso un figlio e un fratello.