TAURISANO (Lecce) – Era finito sul banco degli imputati con l’accusa di aver sfondato con uno schiaffo la membrana dell’orecchio sinistro ad un ragazzo disabile. A conclusione dell’istruttoria il giudice Stefano Sernia ha disposto nei confronti di S.T., 21enne, di Taurisano, il non luogo a procedere. Nel corso dell’istruttoria l’avvocato dell’imputato, il legale Giuseppe Presicce, ha dimostrato come la persona offesa sia nel frattempo guarita tanto che l’inziale accusa di lesioni personale aggravate è stata riqualificata in lesioni semplici e inferiori ai 40 giorni. Nel frattempo lo stesso imputato ha chiesto scusa e risarcito la parte civile assistita dall’avvocato Speranza Faenza che ha così rimesso la querela e il giudice non ha potuto far altro che disporre il non doversi procedere.

Le indagini, coordinate dall’allora sostituto procuratore Emilio Arnesano, sono state condotte dai carabinieri della locale stazione. L’episodio risale al 29 marzo del 2017 con una circostanziata e dettagliata denuncia presentata dalla madre della presunta vittima. Il giovane, invalido civile, avrebbe raggiunto casa di un amico per trascorrere qualche ora in compagnia. Improvvisamente e senza alcun apparente motivo da una stanza sarebbe uscito S.T. Il giovane si sarebbe rivolto al minore dicendogli di “farsi i fatti suoi”. Poi lo avrebbe colpito con uno schiaffo in pieno volto e all’orecchio sinistro. Il minore si sarebbe allontanato raggiungendo la propria abitazione dove avrebbe confidato quanto accaduto poco prima.

Il giovane avrebbe iniziato a stare male. I dolori sarebbero diventati sempre più lancinanti tanto che il minore venne accompagnato presso l’ospedale di Tricase. Dopo alcune visite specialistiche i medici gli riscontrarono “algie ed acufemi post trauma d’aggressione”. La situazione, però, non sarebbe migliorata. Nei giorni successivi si sarebbe reso necessario un nuovo ricovero che accertò la perforazione traumatica del timpano sinistro. Il ragazzo, appena 48 ore dopo, finì sotto i ferri per sottoporsi ad un intervento. Per le conseguenze dell’aggressione, il ragazzo ha subìto ripercussioni non solo fisiche ma anche psicologiche. Dopo l’aggressione non è più uscito da casa per circa un mese e mezzo. L’aggressore, invece, è stato identificato dopo un’indagine tanto rapida quanto incisiva e prosciolto nelle scorse ore.