Oggi diamo spazio a un intervento che riguarda il mondo della scuola. La Prof.ssa Antonella Cazzato, Dirigente scolastica Liceo Statale “G. Comi –TRICASE” riflette su alcuni atteggiamenti e comportamenti durante questa pandemia che ha messo tutti a dura prova. 

“Mi permetto una pubblica  riflessione su alcuni aspetti non sanitari, dei quali non ho competenza, ma educativi e comportamentali della attuale emergenza.

Le ultime due settimane saranno ricordate nei testi di storia del nostro Paese come tra i più bui  di sempre per una contingenza di salute pubblica della quale come singoli e come comunità non abbiamo diretta responsabilità. Nessuno di noi è stato consapevolmente l’untore di questo dramma , certamente non lo è stato in una prima fase, nella quale nessuno avrebbe immaginato proporzioni simili, anche rispetto al resto d’Europa .

Tuttavia, è fuor di dubbio che il diffondersi del contagio, anche nelle zone lontane dai primi focolai individuati e correttamente circoscritti, sia stato dovuto e lo sia ancora anche a comportamenti di grave irresponsabilità, posti in essere da moltissimi italiani , in gran parte giovani, ma non solo, per i quali raccomandazioni e poi divieti espliciti sono stati poco meno che consigli di cui neppure curarsi. Noncuranti di tutto, con un assoluta mancanza di senso civico e responsabilità,hanno voluto mantenere sciocche abitudini di incontro e assembramenti in movide, strusci cittadini,  happy hour, incontri conviviali di ogni genere, spacciati per atti rivoluzionari di liberazione dall’angoscia. Un esercito di decine di migliaia di studenti e lavoratori fuori sede hanno, nella notte del 3 marzo, raggiunto con ogni mezzo i luoghi di residenza, determinando di fatto il diffondersi del contagio anche nelle regioni del Sud, fino a quel momento indenni. E una volta raggiunto il nido e la casa natia, sono pure usciti a frotte in completo relax, visto che studio e lavoro erano interrotti. Come se si trattasse di una vacanza insperata , una manna di libertà. Dal primo momento questi soggetti cui difetta completamente  il senso del  dovere ma soverchia il senso del proprio  inderogabile Diritto alla ricreazione, avrebbero meritato sanzioni pesanti . Invece ce la siamo cavata con un buffetto sulla guancia. Sono ragazzi ..No, non sono ragazzi. Sono giovani adulti, spesso con un elevato livello di istruzione, di buon livello socio-economico, ma che hanno perso il treno di una piena formazione di cittadini. Analfabeti funzionali e sociali, civicamente inadeguati, pericolosi per se stessi e per gli altri, impauriti e inadeguati a fronteggiare qualsiasi problema .

Il senso della invulnerabilità tipico dei giovani -che è in parte responsabile di stili di guida pericolosi e altre sfide alla Vita, tanto da rendere  questa fascia di età  la più esposta a rischi di mortalità precoce –in questo caso ha superato ogni limite ed è divenuto attentato alla salute pubblica Dunque, come educatrice e responsabile di una Istituzione educativa che conta  900  adolescenti ,mi pongo e pongo un problema di emergenza formativa . Abbiamo sbagliato qualcosa. E con noi hanno sbagliato genitori in gravissima crisi di autorevolezza, che cedono su tutto, protettivi fino all’eccesso. Un modello di genitorialità spazzaneve che alleva giovani iperprotetti e incapaci di fronteggiare una difficoltà senza correre da chi li ha generati. Privi di capacità di Resilienza .Quindi tecnicamente incapaci di concepire  e dunque accettare un divieto alla loro dorata libertà di azione e movimento. Il desiderio, anche irrazionale e folle, è per loro un bisogno inderogabile, non negoziabile, neppure con l’Autorità  che impone un divieto fuori da quel nido. La chiamano autodeterminazione, libertà o anche libero arbitrio. Qualcuno si spinge a definirla vera rivoluzione. Invece si dimostra essere uncompleto disastro educativo, una debacle che deve far riflettere tutti coloro che si occupano di Formazione. Questa congiuntura drammatica ha denudato il re. C’è molto da fare e da fare subito per reimpostare un modello di genitorialità ferma ed autorevole e un progetto formativo globale di educazione alla responsabilità civica e sociale”.