GALLIPOLI – La città bella è sospesa: tante attività non sono ancora aperte e, al contrario di città come Lecce dove c’è una certa tolleranza, i carabinieri sono molto attivi la sera. La città dorme ancora. I gallipolini hanno paura. Paura del coronavirus, paura degli incessanti controlli.

Le forze dell’ordine sembrano essersi concentrate tutte in centro nel sabato sera.
La gente è in cerca della vecchia normalità: ha voglia di sgranchirsi le gambe dopo esser stata costretta per oltre due mesi in casa, ma i commercianti cercano risposte più concrete alla crisi.
I camerieri sono perentori e non esitano a impartire ordini di disposizione ai tavoli. Quasi tutti passeggiano con la mascherina.

La serata è piacevole, lo scirocco ha ceduto il passo alla tramontana,
I locali all’aria aperta sono “sold out”, per utilizzare un termine caro alla movida lungo la riviera Armando Diaz, ma la comunicazione risulta molto difficile: la musica torna ad alto volume, finché i carabinieri non la fanno abbassare.

La città che timidamente si avvicina all’estate, vuole tornare ad essere il centro della dolce vita salentina. Ma c’è ancora molta strada da fare, tra divieti e protocolli di sicurezza. Se un giorno arriveranno gli stranieri e andrà via il covid definitivamente, allora potremo dire di essere davvero tornati alla libertà.