LECCE – L’Associazione “Italia Nostra” interviene in merito ai lavori della nuova illuminazione nella Basilica di Santa Croce attraverso un sistema illumino-tecnico più appropriato e sicuro, indirizzato anche al risparmio energetico.
“Nell’esprime il pieno apprezzamento per l’iniziativa, che consentirà ai fedeli ed ai turisti di ammirare più adeguatamente una delle più importanti testimonianze dell’arte barocca del Salento e dell’Italia, con la presente si intende cortesemente conoscere dalle SS.LL. se i dodici lampadari presenti tra le colonne della Basilica sono stati rimossi definitamente o momentaneamente, magari per togliere l’apparato elettrico desueto, per poi ricollocarli negli stessi spazi.
L’occasione è utile per evidenziare che tali candelabri sono stati realizzati (insieme ad altri elementi di arredo sacro) e installati nella prima metà degli anni trenta da Vito Bascià, qualificato artigiano-artista ( S. Cesario 1903 -Lecce 1991) che ha operato nella sua bottega leccese di Via Guglielmotto d’Otranto tra la seconda metà degli anni venti e gli anni trenta; oltre ai candelabri di S. Croce, egli ha realizzato una serie di manufatti (su committenza pubblica e privata) che sono ancora visibili a Lecce presso Palazzo Carafa, il Palazzo dei Celestini, l’ex Ospedale “Spirito Santo”, la Casa del Mutilato, la Confraternita della SS. Trinità del Cimitero, l’Hotel Santa Chiara, il Palazzo Foscarini-Orlandi, il Palazzo Carrozzini e in diversi altri edifici privati.

Trattandosi di manufatti di ottima fattura realizzati quasi un secolo fa (e non come è stato affermato sulla stampa nella metà degli anni ’50) i candelabri di S. Croce risultano essere delle vere e proprie opere d’arte sottoposte a tutela ed autorizzazione ai sensi dell’art. 21 del Codice dei Beni culturali, e pertanto non potrebbero essere rimossi definitivamente dal luogo per cui sono state ideati e collocati essendo diventati parte integrante dell’arredo della Basilica, oltre ad essere una straordinaria testimonianza di quell’artigianato artistico che – tra l’800 e la prima metà del ‘900 – ha operato a Lecce e nel Salento realizzando manufatti di eccezionale qualità.
Pertanto la scrivente Associazione, nello spirito della massima collaborazione e nell’obiettivo di tutelare una testimonianza del patrimonio storico-artistico della città di Lecce, rivolge formale istanza alle SS.LL. in indirizzo (ognuna per le proprie competenze) affinchè i candelabri della Basilica di S. Croce vengano – in tempi brevi – opportunamente restaurati e ricollocati li dove sono stati presenti fino a pochi giorni fa.
Agli Eredi di Vito Bascià, che leggono per conoscenza, l’invito a voler recuperare ogni possibile documento ancora disponibile in modo da poter avvalorare ed approfondire ogni ulteriore aspetto relativo a tali manufatti ed alla attività artistica svolta con rigore e passione dal Vs. congiunto, anche per trascrivere ulteriori pagine della storia del nostro territorio”.