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Biolaghi. Casili: “La Regione dia seguito agli studi di fattibilità e al progetto per la loro realizzazione”

“La sitibonda Puglia oggi è una delle regioni italiane dove purtroppo la crisi idrica è ormai un’emergenza che spesso compromette l’uso agricolo del suolo. Nella passata legislatura mi sono fatto promotore  di un progetto per il recupero e il riutilizzo delle acque reflue e non solo, attraverso il riutilizzo delle cave dismesse da trasformare in biolaghi. Grazie a un mio emendamento in legge di Bilancio erano stati stanziati 100mila euro per verificare attraverso studi specialistici la possibilità di riutilizzare circa 600 cave pugliesi, di cui 125 presenti nella provincia di Lecce, che nel complesso sviluppano diverse centinaia di ettari per un potenziale di diversi milioni di metri cubi di acqua. Risorse che hanno permesso alle società di progettazione coinvolte di trasmettere gli studi di fattibilità, alla luce dei quali  possiamo dare seguito a questa misura straordinaria che ci permetterebbe di rinaturalizzare questi volumi scavati nella pietra  e di recuperare grandi quantità di acqua, oltre a migliorare la biodiversità e il microclima e strappare al degrado importanti zone del nostro territorio”. Così il vicepresidente del Consiglio Regionale Cristian Casili.

La società IRIDRA ha trasmesso lo studio di fattibilità “Recupero delle cave dismesse per permettere il recupero delle acque reflue depurate del comune di Mottola”.

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La società SIT&A ha trasmesso lo studio di fattibilità “Riuso delle cave dismesse presenti nel Salento e utilizzazione delle stesse per il riuso delle acque reflue depurate”.

La società ECO-Logica S.r.l. ha trasmesso il  programma territoriale per le province BA, BT, FG di intervento per il “recupero di cave dismesse e l’utilizzo delle stesse per il recupero di acque reflue depurate” e lo Studio di Fattibilità FASE 2 “Recupero naturalistico della cava di Cagnano Varano con riutilizzo delle acque depurate dell’impianto di Cagnano Varano”.

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“L’acqua – continua Casili –  rappresenta il fattore limitante più severo per la prosperità della nostra agricoltura: in Salento abbiamo la dimostrazione plastica della carenza di questa risorsa, che spesso compromette il reimpianto degli ulivi, con l’aggravante che molti nuovi impianti, spesso di piccole dimensioni, vengono effettuati in prossimità dell’innalzamento delle temperature primaverili-estive con esiti negativi che compromettono la sopravvivenza degli stessi alberi. Questo si ripercuote in una perdita di tempo prezioso per la ricostruzione del paesaggio in un territorio devastato dalla Xylella. La realizzazione dei biolaghi – precisa  – permetterebbe di riqualificare siti che oggi rappresentano delle ferite per la morfologia del territorio ottenendo una fonte di acqua di qualità a basso costo, recuperata virtuosamente, da utilizzare in periodi di forte stress idrico. Trasformare le nostre cave dismesse in biolaghi migliora non solo la qualità del nostro paesaggio, ma crea condizioni microclimatiche meno severe che favoriscono maggiore biodiversità e un virtuoso recupero delle acque a cui non possiamo più sottrarci. Chiederò al Governo regionale di essere consequenziale a questi studi e realizzare i primi biolaghi con importanti ricadute in termini ambientali e produttivi”.

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